ANNO 16 n° 275
Accordo Merkel-Sarkozy: no agli eurobond
06/12/2011 - 09:46

No agli eurobond e avanti con la riforma del trattato Ue. Francia e Germania indicano la rotta all'Europa al termine di un vertice bilaterale all'Eliseo. 'Vogliamo procedere a marce forzate per ridare fiducia nell'euro', afferma il presidente francese Nicolas Sarkozy, annunciando il calendario delle mosse per stimolare la riforma dei trattati europei. 'Mercoledi invieremo una lettera a Van Rompuy' per giungere entro la fine della settimana a una discussione globale sulla questione. 'Non abbiamo tempo - afferma monsieur le president - siamo consapevoli della gravità della situazione, bisogna andare il più velocemente possibile sulla base dell'accordo fra la Francia e la Germania, che è aperto agli altri'. Per non escludere nessuno ''auspichiamo una riunione dei Capi di Stato e di Governo della zona euro tutti i mesi finché la crisi durerà''. 

Ma il tandem franco-tedesco farà da traino. ''La Francia pensa che la sua alleanza con la Germania e con il Cancelliere tedesco è un elemento strategico essenziale. Sono le due grandi economie dell'Europa. Non possiamo prendere il rischio di una divergenza tra questi due Paesi, altrimenti si rischia lo scoppio dell'Ue e della zona euro'', sottolinea Sarkò. E dunque la Francia si accoda al veto tedesco sugli eurobond: ''La Germania e la Francia sono d'accordo per dire che gli eurobond non sono la soluzione alla crisi. In nessun caso''.

E ancora: ''Vogliamo che una regola d'oro severa venga inserita in ogni Costituzione dei 17 Paesi dell'area dell'euro e che porti verso l'equilibrio'', sottolinea la Francia. La Corte di giustizia Europea ''non potrà annullare i budget nazionali. Non è possibile''. La Corte Europea di giustizia ''potrà verificare se la regola d'oro dei Paesi è conforme con il Trattato che sarà firmato con i 17 Paesi''. L'obiettivo, rileva Sarkozy, ''è che l'Euro e l'Europa escano rafforzate, si ritrovi la crescita e si riduca il numero dei disoccupati''. Il caso della Grecia, precisa il primo cittadino di Francia, ''è un caso particolare. Non possiamo paragonare le grandi economie come l'Italia o la Spagna con la situazione della Grecia''.

''Fiducia'' viene poi ribadita dall'Eliseo nei confronti della Bce: ''Siamo favorevoli alla sua indipendenza. Non faremo commenti alle sue decisioni''.

Per andare avanti sulla riforma dell'Europa, spiega dal canto suo Angela Merkel, 'preferiamo agire a 17' per evitare che 'alcuni Paesi possano ritardare' il processo.

'Siamo le due maggiori economie europee, abbiamo una responsabilità per l'Europa', ha aggiunto la cancelliera ribadendo quanto già espresso da Sarkozy, ovvero 'la contrarietà agli eurobond'. Per quanto riguarda gli aiuti internazionali la Merkel ha spiegato 'che quanto deciso per la Grecia è stata un'eccezione'. 'Dobbiamo mostrare che un'emissione di titoli dell'Eurozona non è meno sicura' di una di qualsiasi altro Paese, ha spiegato. Sul fronte pratico, la Merkel ha anticipato l'intenzione di 'comunicare i dettagli a Van Rompuy' e di 'tenere una riunione ogni mese', per verificare l'andamento delle riforme.

(Adnkronos.com)






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