

VITERBO – Sorpreso mentre accompagnava tre prostitute a ‘’lavoro’’ in una piazzola di sosta nei pressi di Bassano in Teverina, in manette un cittadino di origine albanese ma residente a Orte. Per le prostitute invece è stato avviato l’iter amministrativo e di assistenza sociale. Sono state inoltre fermate altre quattro persone per aver infranto l’ordinanza sindacale di contrasto alla prostituzione del Comune di Bassano. Ha dato quindi ottimi risultati l’attività di contrasto alla prostituzione lungo la strada provinciale Ortana, nel territorio comunale di Bassano in Teverina, condotta dai carabinieri della stazione di Orte, agli ordini del maresciallo Sandro Lo Giudice, in collaborazione con il corpo associato di polizia locale del capitano Antonio Presutti. Si tratta del primo intervento svolto in collaborazione tra il nucleo dei carabinieri di Orte e il corpo di polizia locale associato. L’arresto in flagranza è scattato ieri mattina, martedì 19 novembre, quando i militari hanno sorpreso l’albanese in auto con le tre donne.
“Desidero ringraziare il maresciallo Lo Giudice e il capitano Presutti per l'ottimo risultato raggiunto in favore della comunità che rappresento” ha dichiarato il sindaco di Bassano in Teverina Alessandro Romoli. La sensibilità e la disponibilità degli uomini dei carabinieri e degli operatori di polizia locale hanno dimostrato nei fatti come la collaborazione tra le diverse forze di polizia possa facilitare il raggiungimento di ottimi risultati''.
''Questo della prostituzione - continua nella nota Romoli - rappresenta un fenomeno che oltre al degrado morale e al dramma vissuto da queste donne causa insicurezza veicolare lungo la strada provinciale Ortan così come numerosissimi concittadini mi hanno segnalato. Accanto alla repressione e al controllo del territorio, sul quale questa amministrazione e il sottoscritto non hanno mai lesinato atti di responsabilità e di ferma determinazione, stiamo attivando le procedure in capo ai servizi sociali per il recupero di queste donne che loro malgrado vivono questa triste realtà”.