ANNO 16 n° 111
Accesso negato nei ristoranti del centro storico: la denuncia di una famiglia turista
Lettera alla redazione: «Un paradosso inaccettabile per una cittą che punta sul turismo natalizio»
09/12/2025 - 07:07

di SDA

VITERBO - Una lettera accorata, arrivata alla redazione di Viterbonews24, porta alla luce una situazione che — se confermata — rischia di minare l’immagine di Viterbo come città dell’accoglienza e dell’atmosfera natalizia.

Il mittente, turista affezionato che da 13 anni frequenta assiduamente Viterbo, racconta con amarezza quanto accaduto nel pomeriggio di domenica 7 dicembre, nel centro storico. «Ho sempre scelto Viterbo come meta del cuore per il Natale — spiega — e consigliato a chiunque il Christmas Village come eccellenza del territorio. Mai, in tanti anni, avrei immaginato di imbattermi in una esperienza discriminatoria».

Secondo quanto riportato, per oltre un’ora e mezza il gruppo familiare avrebbe tentato invano di trovare posto per la cena, percorrendo l’area compresa tra via San Lorenzo e via Cardinal La Fontaine. La criticità sarebbe emersa — stando al racconto — nel momento in cui i gestori notavano la presenza dei bambini: «Appena vedevano i piccoli, il tavolo improvvisamente non era più disponibile».

A essere menzionate nella segnalazione sarebbero alcune attività del centro: Ejelo, Eat American Bar, Vineria Trattoria San Lorenzo e Contrasto Ristorante. In tutti i casi, afferma il turista, la sala appariva con posti liberi, ma l’accesso sarebbe stato comunque negato.

La vicenda è descritta come una pratica non soltanto poco accogliente, ma anche potenzialmente in contrasto con la normativa: nella nota viene richiamato infatti l’Art. 187 del TULPS, che vieta il rifiuto del servizio senza una giustificazione legittima.

La domanda che il cittadino pone è diretta:
“Come può una città promuovere un villaggio per bambini, se poi consente alla propria rete commerciale di respingerli come clienti indesiderati?”

L’autore della lettera fa sapere di aver già inviato una PEC al Protocollo del Comune di Viterbo, chiedendo che l’episodio venga valutato dalle istituzioni e dalle categorie professionali. Le conseguenze, sottolinea, non riguardano solo il singolo turista: «Ho visto altri genitori, smarriti quanto noi, costretti a vagare al freddo. Non è una bella immagine per chi viene attratto qui dalla magia del Natale».

Dopo tredici anni di presenza costante e stima verso il territorio, l’amarezza è evidente: «Mi trovo costretto a denunciare la discrasia tra marketing turistico e accoglienza reale. Spero che la pubblicazione scuota le coscienze».

Il caso, se confermato, pone sul tavolo un tema delicato: l’equilibrio tra vocazione turistica e disponibilità di servizi, soprattutto in un periodo dell’anno in cui la città si presenta al pubblico come simbolo di festa e inclusione familiare.

Restiamo in attesa di eventuali repliche o chiarimenti da parte degli esercenti e delle istituzioni coinvolte.






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