

VITERBO – Nonostante alcuni dei fatti contestati si siano svolti sedici anni fa, il collegio dei giudici presieduto da Italo Ernesto Centaro con a latere Franca Marinelli e Salvatore Fanti l’hanno condannato sette anni e mezzo di reclusione.
Sul banco degli imputati il 58enne di Caprarola accusato di violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia per il quale, questa mattina, è stata emessa la sentenza.
Al processo – celebrato con il rito immediato – si sono costituiti parte civile la moglie e tre dei quattro figli dell’uomo, assistititi, in aula, dall’avvocato Mara Mencherini. Per l’accusa il quadro è chiaro: era il ’95 quando l’uomo inizia a molestare la figlia, dieci anni appena all’epoca dei fatti. Avances e palpeggiamenti vanno andati avanti fino al 2000, insieme ad insulti, minacce di morte e violenze nei confronti della moglie e degli altri figli. L’ultimo episodio di violenza verso la moglie risale al 2008, quando scatta la denuncia e l’allontanamento dell’uomo dalla casa familiare. Insieme, vengono disposti gli arresti domiciliari.
Ieri mattina, in aula, l’avvocato Enrico Zibellini, difensore dell’orco, ha chiesto l’assoluzione “perché il fatto non sussiste e la valutazione dei tempi della prescrizione”.
I giudici, tuttavia, hanno dato ragione ad accusa e parti civili accogliendo le richieste: sette anni e sei mesi di reclusione, revoca della patria potestà e del diritto agli alimenti, interdizione perpetua dai pubblici uffici e un risarcimento da 120mila euro a 30mila per ognuna delle persone offese.
Mentre le motivazioni sono attese entro i prossimi novanta giorni, la difesa ha già annunciato il ricorso in appello.