

VITERBO - (b.b.) Al via, ieri mattina, il processo a carico di D.G., 36enne di Bracciano accusato di violenza sessuale aggravata su due minori. Uno dei quali risulterebbe essere suo nipote.
L'uomo, all'epoca 34enne, è stato arrestato nel settembre del 2014, dagli uomini della squadra mobile, coordinati da Fabio Zampaglione, a seguito di segnalazioni che lo volevano coinvolto in atteggiamenti troppo ''affettuosi'' con due bambini.
Dopo alcuni mesi di indagini, la svolta e il fermo.
Finito alla sbarra con giudizio ordinario, ieri ha visto respinta la richiesta di rito abbreviato, condizionato all'audizione di un testimone, formulata dalla sua difesa, l'avvocato Daniele Peppe.
Un processo che si terrà a porte super blindate, nel rispetto dei due bambini - costituitisi parti civili - e che si preannuncia durare anni.
Corposissime, infatti, le liste testimoniali depositate, sia per l'accusa sia per la difesa. Solo la pm Chiara Capezzuto vorrà ascoltare, nel corso del processo, tredici persone per fare chiarezza sugli episodi che vedono coinvolto l'uomo, oggi 36enne.
Le prime verranno convocate tra un anno, il 14 giugno 2017. Sono testimoni dell'accusa.
I reati di cui D.G. deve rispondere sono quelli di violenza sessuale aggravata e atti sessuali con minorenni. Accuse pesanti, non nuove all'imputato: l'uomo, infatti, ha un precedente specifico di violenza sessuale su un minorenne residente a Roma. Condannato, era stato scarcerato a luglio 2013.