

E’ rinchiuso nel penitenziario viterbese, in attesa dell’interrogatorio di garanzia dal giudice Salvatore Fanti, il quarantenne finito in manette domenica scorsa con l’accusa di aver abusato della figlia della convivente, che ha soltanto nove anni.
L’orco era stato smascherato dagli uomini della Squadra mobile grazie alla denuncia della madre della bambina. La donna – di origine romena - si era rivolta alle volontarie dell’Associazione Erinna dopo aver notato uno crescente stato di disagio della piccolina e aver raccolto alcune sue confidenze a dir poco sconvolgenti. Le volontarie di Erinna si erano dunque rivolte ai poliziotti della Sezione contro la violenza sui minori della Questura e, poco più di un mese fa, era scattata l’inchiesta, coordinata dal sostituto Renzo Petroselli e terminata con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip Fanti.
Adesso, però, le indagini sono tutt’altro che concluse: si è appreso infatti che il computer in uso all’uomo è stato posto sequestro ed è attualmente sotto la lente di ingrandimento degli investigatori. I quali non escludono che, dalla memoria dell’hard disk, possano saltar fuori file a contenuto pedopornografico. E, se così fosse, la posizione del quarantenne si aggraverebbe ulteriormente.