ANNO 16 n° 274
Abusi all'Andosilla, un'altra vittima esce allo scoperto
Il gip convalida l'arresto in carcere dell'infermiere
12/03/2011 - 13:57

Inizia a rompersi la cortina di silenzio sugli abusi sessuali che si sarebbero consumati all’ospedale Andosilla di Civita Castellana.

Il capo della Mobile Fabio Zampaglione ne era convinto e più d’una volta, in sede di conferenza stampa, aveva rinnovato l’invito ad “eventuali vittime di sporgere denuncia”.

E infatti: dopo l’arresto di Giovanni Piergentili, infermiere capo degli ambulatori del nosocomio civitonico, avvenuto l’8 marzo scorso, ecco che un’altra vittima esce allo scoperto. La dinamica sarebbe la stessa dell’episodio denunciato da una donna 38enne di Soriano nel Cimino.

Anche la seconda vittima era ricoverata in day hospital nel reparto di Endoscopia per essere sottoposta ad un esame: rimasta sola in attesa di destarsi dall’effetto dell’anestesia, Piegentili avrebbe abusato di lei. Solo che, a differenza della 38enne sorianese, lei non ha avuto il coraggio di raccontare l’accaduto. O meglio: pare che lo abbia fatto, non alle forze dell’ordine, bensì nell’ambiente sanitario. Dove, forse, hanno preferito mantenere il riserbo ed archiviare il fatto come fantasie dovute all’effetto dei sedativi.

Piergentili, intanto, rimane in carcere: questa mattina il giudice per le indagini preliminari del tribunale viterbese, Salvatore Fanti, si è recato a Mammagialla e lo ha sottoposto all’interrogatorio di garanzia, convalidando la detenzione in carcere. Ricordiamo che l’infermiere - 56enne, sposato con due figli e residente a Sant’Oreste - è stato sospeso dai vertici Ausl immediatamente dopo l’arresto.

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