ANNO 16 n° 275
Abu Omar, condanne a vertici Sismi: dieci e nove anni a Pollari e Mancini
12/02/2013 - 11:52

MILANO - I giudici della Corte d'appello di Milano hanno condannato, nel processo d'appello bis per il sequestro di Abu Omar, gli ex vertici del Sismi. I giudici della Quarta Sezione della Corte d'Appello di Milano hanno condannato per il sequestro di Abu Omar, che avvenne il 17 febbraio del 2003, l'ex numero uno del Sismi, Nicolò Pollari, a dieci anni di reclusione, l'ex numero due Mancini a nove anni e altri tre agenti (Raffaele Di Troia, Luciano Gregorio e Giuseppe Ciorra) a 6 anni. Il sostituto pg di Milano, Piero De Petris, aveva chiesto 12 anni per Pollari, 10 anni per Mancini e 8 anni per gli altri tre. Il 1° febbraio scorso la Corte di appello di Milano aveva inflitto 7 anni all'ex capo della Cia in Italia, Jeff Castelli, che in primo grado era stato prosciolto sulla base dell'immunità diplomatica, come altri due agenti che hanno avuto 6 anni. La Cassazione ha già condannato 23 agenti Usa.

«IO COME TORTORA» - «Sono sconcertato: è stata condannata una persona che tutti in Italia sanno essere innocente», ha commentato il generale Nicolò Pollari. «Non voglio fare paragoni - ha aggiunto - ma ricordo che anche Tortora fu condannato a 10 anni». «Come si faccia con serenità a condannare un innocente, che tutti sanno essere tale, è pazzesco. Che razza di esercizio è condannare un innocente?» afferma Pollari. «Io non solo sono estraneo a queste cose - prosegue - ma le ho impedite. Quindi non solo sono innocente, ma sono di più e il segreto di Stato prova la mia innocenza, non la mia colpevolezza». Secondo l'ex capo del Sismi «lo stesso governo ha messo per iscritto che queste attività sono istituzionali e quindi sono lecite. Infine, un'ultima notazione. La cosa che davvero mi sconcerta molto è che in questo processo, segreto di Stato a parte, non sono mai stato messo in condizione di difendermi: non mi è stato consentito neanche di sentire un testimone. Perché? È una domanda alla quale non so rispondere e che dovreste fare ad altri». Pollari dopo la sentenza si chiede: «I governi Prodi, Berlusconi e Monti sono stati dunque i miei complici? E se lo sono stati perché nessuno li interpella?»

«ABNORME» - Sia i legali di Pollari, gli avvocati Titta e Nicola Madia, che quelli di Mancini, gli avvocati Luigi Panella e Luca Lauri, hanno annunciato che presenteranno ricorso in Cassazione contro le condanne. «Non ce l'aspettavamo, siamo sconcertati», ha detto l'avvocato Nicola Madia, legale di Nicolò Pollari. L'avvocato ha spiegato che il generale è stato condannato «nonostante il segreto di Stato apposto da tre diversi governi», segreto che gli ha anche impedito di difendersi nel merito. L'avvocato Luigi Panella, legale di Mancini, ha detto che in questo processo «sono stati utilizzati atti coperti da segreto».

RISARCIMENTO - I giudici della Corte d'Appello di Milano hanno stabilito inoltre un risarcimento a titolo di provvisionale a favore dell'ex imam di un milione di euro. Per la moglie invece la Corte ha stabilito una provvisionale di 500 mila euro. Il Collegio inoltre ha deciso che gli ulteriori danni riconosciuti all'ex imam e alla moglie, rappresentati dagli avvocati Scambia e Bauccio, dovranno essere liquidati in sede civile.

IL SEQUESTRO - La vicenda riguarda il rapimento di Abu Omar, ex imam a Milano, nell'ambito di una cosiddetta operazione di «rendition». Abu Omar fu sequestrato il 17 febbraio del 2003 da un commando di agenti della Cia nei pressi della moschea di viale Jenner e trasferito in carcere in Egitto, dove il religioso ha raccontato di essere stato torturato nel corso degli interrogatori, di aver subito anche violenza sessuale e di essere stato detenuto per anni senza che gli venissero formalizzate accuse. All'epoca del rapimento, l'imam era imputato a Milano per terrorismo internazionale.

SEGRETO DI STATO - Il processo d'appello bis agli ex vertici del Sismi è seguito alla sentenza della Cassazione dello scorso settembre che, oltre a condannare in via definitiva 23 agenti della Cia, aveva annullato con rinvio il proscioglimento per i cinque imputati, ritenendo che la copertura del segreto di Stato era troppo ampia e parzialmente illegittima. Nei giorni scorsi anche il governo Monti, come quelli Berlusconi e Prodi, aveva confermato la posizione del segreto di Stato, e venerdì scorso la stessa presidenza del Consiglio ha sollevato conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato davanti alla Consulta contro la sentenza della Cassazione. I giudici della Corte d'Appello però non hanno ritenuto di dover sospendere il processo in attesa della decisione della Consulta e, dopo aver acquisito nelle scorse udienze alcuni atti su cui il governo aveva posto il segreto, hanno condannato tutti gli imputati, ribaltando le sentenze dei due precedenti gradi di giudizio che li avevano invece prosciolti.

(Corriere.it)






Facebook Twitter Rss