ANNO 16 n° 274
Abbattimento dei cinghiali: gli agricoltori potranno difendere la propria terra
Abbattimenti diretti e certificazione alimentare della carne di cinghiale. Le linee guida della Regione per il nuovo Piano di contenimento della Febbre Suina Africana
Fabio
14/07/2024 - 03:46
di Fabio Tornatore

di Fabio Tornatore

VITERBO -  Potranno difendere le loro proprietà dai cinghiali, gli agricoltori viterbesi, anche con l’uso di armi da fuoco, previa frequenza di un corso ISPRA. É previsto dalle linee guida, emanate dalla Regione Lazio l’11 luglio scorso, al Piano contro la diffusione della “febbre suina africana”.

Tra le misure prevista la valorizzazione e certificazione della filiera alimentare della carne di cinghiale, e la possibilità, per cittadini e aziende, di segnalare ai Gruppi Operativi di Territoriali l’inadempienza degli “attuatori” locali. Molte le motivazioni che hanno spinto presidente e assessore all’agricoltura a questo provvedimento estremo: da un lato i gravi danni arrecati alle coltivazioni, rappresentati da aziende e associazioni di categoria, e incidenti stradali, dall’altra il contenimento dell’epidemia della febbre suina.

Il provvedimento vale per tutto l’anno, e non solo per il periodo venatorio, e prevede diverse modalità di cattura dei cinghiali: dopo la cattura l’animale potrà essere abbattuto sul posto, per mezzo di arma da fuoco, oppure inviato in un recinto o struttura destinato alla sosta. “Abbiamo dato quella risposta che i nostri agricoltori attendono da anni” affermano dalla Regione con una nota “una maggiore attenzione a chi lavora la terra a chi porta sulle tavole beni preziosi come i prodotti del nostro territorio”.






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