

VITERBO - Inaugura questo pomeriggio alle 18 a Palazzo degli Alessandri e sarà visitabile fino all’8 luglio la mostra ‘’Vibrazioni di luce della bassa pianura bresciana’’ dedicata alle opere del pittore Piero Sigalini. L’esposizione rientra nel ciclo degli eventi organizzati da Alfio Borghese, giornalista e critico d’arte che ha selezionato la vasta produzione del padre del vescovo di Palestrina monsignor Domenico Sigalini.
Le pennellate impressioniste e calde del pittore della Bassa, (classe 1908) hanno conosciuto una notevole fama, oltre i confini nazionali, infatti nel 2009 la mostra è stata portata in Polonia da un cultore d’arte polacco che era rimasto entusiasta delle opere durante una visita al museo prenestino di Palestrina.
Segalini nasce nel paese di Dello in provincia di Brescia nel 1908, fin da giovane inizia ad appassionarsi all’arte in generale, suona la chitarra, intraprende il mestiere di decoratore e inizia a far parte di commedie teatrali in veste di attore. Poco dopo inizia a dipingere quadri con tecniche impressionistiche ed espressionistiche ritraendo sulle proprie tele paesaggi e ritratti. La sua passione per l’arte non lo abbandona nemmeno quando nel 1943, mentre si trova in Algeria, viene fatto prigioniero dagli americani.
Nel 1954 sposa la vedova del fratello, ha preso a carico i loro quattro figli e con lei ne ha avuti altri sei. Prosegue a dipingere i paesaggi della Bassa bresciana e nel 1958 organizza una personale con 52 opere a Brescia. La produzione maggiore di Segalini è tra il 1967 e il 1969. Qualche anno dopo, precisamente nel 1974 si trasferisce a San Felice sulla riviera occidentale del Lago di Garda. Proprio il paesaggio lacustre lo stimola a dipingere l’acqua, in particolare il lago nelle sue varie sfaccettature. I suoi ultimi anni di vita li passa nel paese natio di Dello, dove muore nel 1975.