ANNO 16 n° 90
A Trevinano prende forma l'Itinerario d'arte pubblica
Svelate le prime tre installazioni di Palazzari, Favelli e del duo Antonello-Ghezzi
31/03/2026 - 21:53

ACQUAPENDENTE - Artisti contemporanei e borgo storico dialogano attraverso l’Itinerario d’arte pubblica che sta prendendo forma in queste settimane a Trevinano. Il lavoro è “Work in progress” ma già venerdì scorso sono state svelate le prime tre opere del progetto curato da Davide Sarchioni, che si articola in un percorso di 9 installazioni che verrà inaugurato a giugno. Un progetto che muove le mosse nel 2023, si inserisce nell’articolato pacchetto di interventi di Trevinano Ri-Wind, finanziato dal Pnrr (Investimento 2.1 Attrattività dei borghi storici – Linea A M1C3), e individua nell’arte una leva strategica per la rigenerazione urbana e sociale. L’idea è scandire un itinerario d’arte con differenti interventi artistici/opere permanenti pensati e realizzati in diversi luoghi del borgo, privilegiando strategicamente anche quelle situazioni che necessitano di una riqualificazione estetica-funzionale. L’evento di venerdì ha rappresentato la prima restituzione pubblica del lavoro degli artisti. Le prime installazioni portano la firma di Valentina Palazzari, Flavio Favelli e del Antonello-Ghezzi (Nadia Antonello e Paolo Ghezzi).

“Dal punto di vista concettuale – ha spiegato Davide Sarchioni – l’idea è stata quella di coinvolgere degli artisti che per sensibilità, ricerca e linguaggio avessero la capacità e l’attitudine di saper interagire all’interno di certi luoghi particolarmente connotati e densi di storia, come Trevinano. Dal punto di vista tecnico c’è l’idea di andare a riflettere non solo sul luogo, la sua estetica, il suo pregio storico-artistico ma di confrontarsi anche con le Soprintendenze per capire come effettuare questo tipo di innesto”. L’Itinerario di arte pubblica sarà composto da opere permanenti site specific. “L’obiettivo – ha aggiunto Sarchioni – è continuare questo percorso di sedimentazione di memoria, di storia, di linguaggi dando un contributo con l’oggi”.

E “Oggi” è anche la scritta che campeggia nel mosaico realizzato da Flavio Favelli all’ingresso del borgo. Una scritta che richiama, l’omonima rivista, ma che si configura come segno di accoglienza. “Il mosaico rappresenta eternità e antichità – ha spiegato l’artista – e l’ho messo all’entrata del paese con la grande scritta “Oggi” che non caratterizza il borgo ma è una parola che è sempre attuale”.

Parla di accoglienza anche l’installazione di Valentina Palazzari: “Ho immaginato un’opera che entra in sintonia con questo luogo e lo accompagna verso un futuro di vita – ha descritto l'artista – Ho creato così tre nidi che si affacciano su una grande vallata e li ho realizzati stilizzando materiale metallico. Si ergono sulla vallata pronti  a dare il benvenuto “A coloro che verranno” come suggerisce il titolo dell'installazione”.

Il progetto artistico nel suo complesso prevede che ciascuna opera sia frutto del coinvolgimento della comunità locale, preceduta da una lunga fase di studio e sopralluoghi, dall’elaborazione di un'idea preliminare discussa con gli abitanti e le associazioni, tenendo presente lo specifico genius loci.

“La partecipazione in questa nostra installazione è stata determinante – ha spiegato Nadia Antonello che insieme a Paolo Ghezzi ha riqualificato un’antica fontana - Spesso lavoriamo cercando il coinvolgimento delle persone che vedranno l’opera e che la vivranno. Già nel titolo della nostra installazione, “Noi”, c’è questa declinazione. Nella nostra opera abbiamo inserito, per esempio, due cannelle perché così ci diceva la memoria storica degli abitanti. Abitanti a cui abbiamo chiesto anche di aiutarci a dipingere le piastrelle che andranno a costituire il rivestimento”.






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