ANNO 16 n° 274
''A Sutri livelli alti di arsenico, ma il Comune non ha avvertito la gente''
Lo riporta Tpi.it: ''Dal 31 dicembre al 21 febbraio gli abitanti hanno bevuto acqua non potabile''
14/08/2020 - 18:18

SUTRI - ''Il Comune di Sutri non ha avvertito i cittadini del livello troppo elevato di arsenico nelle acque''.

Una bomba, quella lanciata da Tpi.it, nell'articolo di Veronica Di Benedetto Montaccini, secondo cui ''dal 31 dicembre 2019 al 21 febbraio scorso i 7mila abitanti del Comune della Tuscia, guidato da Vittorio Sgarbi, hanno bevuto acqua non potabile, con la concentrazione di arsenico oltre i livelli consentiti, senza essere avvisati con un'ordinanza del sindaco''. E durante la quarantena la situazione dell'acqua non sarebbe migliorata. ''I cittadini - riporta l'articolo - continuano a bere acqua inquinata, perché l'ordinanza del sindaco Vittorio Sgarbi, firmata dal suo vice Luigi De Mauro, è arrivata solo il 21 febbraio 2020. E vietava l'utilizzo per uso potabile dell'acqua erogata dall'acquedotto comunale Condotti e non dagli altri due pozzi''.

''C'è dunque un gap – ha spiegato a Tpi il consigliere Alessio Vettori – dal 31 dicembre al 21 febbraio in cui per due mesi né è avvenuta la manutenzione completa di tutti i filtri, né i cittadini hanno ricevuto una comunicazione che li avvisasse che stavano bevendo acqua avvelenata. La salute è una cosa seria e qui sembra essere un tema secondario invece!''. Da febbraio l'ordinanza è stata diffusa anche sui social, ma ormai molte persone avrebbero bevuto arsenico. Due settimane dopo sarebbe cominciato il lockdown. Perché i cittadini non sono stati prontamente informati? Quelli di Tpi l'hanno chiesto direttamente al sindaco Vittorio Sgarbi: ''L'ordinanza è arrivata eccome, il 21 febbraio. Il limite di 10 era oltrepassato di pochissimo, non era un limite letale. Ma soprattutto i cittadini sono stati largamente informati sui temi del Covid. L'emergenza nazionale prevale su quella locale''.

Secondo Sgarbi, ''il tema dell'arsenico dipende dalla Regione, non dal Comune. Il Comune non può stampare moneta' e 'si può emettere ordinanza di non potabilità solo con i dati dell'Arpa alla mano'' (cioè i controlli esterni). In realtà, ''l'ordinanza si può far partire anche se sono i controlli interni ad sottolineare qualcosa che non va'', a confermarlo a Tpi è Calebe Barbetta, la massima autorità in materia, in quanto referente Asl di Viterbo per la supervisione della rete idrica.






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