

SUTRI – Un velo nero sul capo. Un velo nero che nasconde il volto lasciando trasparire soltanto il luccichio degli occhi della donna che lo indossa. Il burqa, il capo tradizionale indossato dalle donne pakistane e afgane, a Sutri sarà al centro di una giornata interamente dedicata a questo tipo di abbigliamento, simbolo di una cultura quasi inconcepibile per l’occidente. Cosa si prova ad indossare un velo che copre il volto e il resto del corpo? Prigione è la risposta del Pai, Partito anti islamizzazione, ideatore del Burqa Day.
''No alla sottomissione''. Questo è lo slogan che il Pai porterà in giro per tutta Italia e anche nella Tuscia, a Sutri dalle 10 alle 13 di domani mattina in piazza del Comune. Da Bolzano a Isernia infatti i militanti del partito faranno provare alle donne occidentali la sensazione di indossare un burqa anche solo per alcuni minuti.
''Il Burqa Day – spiegano dal Pai – nasce per difendere la libertà individuale, culturale e sociale occidentale e riaffermare l’uguale valore, la stessa dignità e i pari diritti nei confronti dell’uomo. La donna nel mondo islamico, sia per tradizione culturale, sia per espliciti dettami religiosi, vive una condizione di subordinazione rispetto all’uomo. E il simbolo più visibile della sua sottomissione è il velo islamico''.
''Durante il Burq Day si invita ogni donna a provare ad indossare il burqa – proseguono - per vivere per un attimo sulla propria pelle la prigionia di una libertà negata''.
Oltre che a Sutri, scelta probabilmente dal partito perché nella storia antica la città è stata una colonia degli arabi, l’evento si terrà domani nelle più importanti piazze di Roma, Torino, Bologna, Lucca, Udine, Genova, Foggia, Perugia, Trento, Arcireale, Maddaloni, Pescara, Bolzano e Isernia.