

VITERBO - Un patrimonio sconfinato di ricchezze naturali, etnogastronomiche, turistiche. Risorse da sfruttare creare un'alternativa di formazione e sviluppo, riscoprire e valorizzare i territori montani, con le loro aree rurali, percorsi vecchi di millenni ma ormai quasi dimenticati.
Nasce così il primo corso in Scienze della Montagna, un inedito per il nostro Paese, lanciato dall'Università della Tuscia nella sede distaccata del complesso di Cittaducale, in provincia di Rieti.
''Abbiamo voluto intraprendere questa strada, che subentra al percorso in Scienze forestali - spiega Renato D'Ovidio, direttore del Dipartimento di Agricoltura, Foreste, Natura e Energia dell'Ateneo che ha progettato il corso di studio e lo gestirà - per allargarlo, estendendo la formazione del laureato con elementi di gestione delle risorse naturali del territorio montano, e di valorizzazione economica e naturale. L'obiettivo è quello di creare un percorso formativo che dia elementi importanti per connettere sviluppo sostenibile e sviluppo ambientale''.
Un progetto complesso, importante e articolato quello dell'Università della Tuscia di Viterbo di grande attenzione verso l'ambiente e l'occupazione dei giovani laureati. Il tutto sfruttando un settore spesso sottovalutato e che, invece, potrebbe fare da traino per il rilancio dell'economia. Open day per approfondire tutti gli aspetti legati al nuovo percorso nei giorni 11 e 14 settembre a Viterbo e il 15 in sede a Cittaducale: il corso prevede 70 posti ma non è a numero chiuso, è richiesto un test valutativo che in queste date sarà gratuito.