

Sbottonati, Fusco: “Movimento Federalista, progetto politico che punta al rinnovamento”. Laura Allegrini (Pdl): “Sono fiduciosa, siamo in rimonta. Gli autosospesi dal Pdl tipo Meroi? Non so se Meroi abbia o meno la tessera del Pdl”. Il punto sulle liste di politiche e regionali con il redattore capo del Corriere di Viterbo Evandro Ceccarelli.
Ecco la puntata di Sbottonati di questo giovedì 24 gennaio, in onda su Radio Verde (ore 11 e ore 21 in replica) e in podcast sul sito www.funamboli.it. I due funambolici conduttori, Simone Carletti e Roberto Pomi, hanno aperto con un’intervista al leader di Movimento Federalista Umberto Fusco. “Da Roma ladrona alla Lega a Roma, come la prende la gente?”, una delle domande poste a Fusco che se l’è cavata così: “Non condividiamo posizioni antinazionali. Siamo tutti italiani. Il nostro punto di riferimento nella Lega è Flavio Tosi che non crede in certe derive. Domani sera sarà a Viterbo per dimostrare che Lega Nord crede nel progetto di Movimento Federalista e per sostenere le nostre candidature in Parlamento. Comunque non pretendiamo di piacere a tutti. Quello che ci interessa è fare una politica del territorio e per il territorio”.
Telefonata rocambolesca quella tra i conduttori e la senatrice Pdl Laura Allegrini. “Sono 13esima al Senato ma siamo fiduciosi. Abbiamo chiari segnali di crescita del consenso intorno al Pdl. Spero che questo numero mi porti bene. Credo comunque che certe scelte maturate dal partito nella compilazione delle liste, scelte che penalizzano i territori, siano terribili”. Alla domanda “cosa pensa degli autosospesi dal Pdl di Palazzo Gentili?”, la senatrice risponde così: “Non so neppure se Meroi abbia la tessera o meno del Pdl. Comunque anche se non l’avesse fa parte, per tutto il suo percorso, a pieno titolo di questo partito”.
Chiusura di programma con il giornalista Evandro Ceccarelli: “Difficilmente avremo rappresentanti del Pdl viterbese in Parlamento. La vera cosa interessante in questo momento è capire chi la spunterà, per un posto in Regione, tra Giulio Marini e Giovanni Arena”.