ANNO 16 n° 274
A Roma per chiedere meno tasse
Artigiani e imprenditori oggi alla manifestazione di Rete Imprese Italia
18/02/2014 - 15:26

ROMA - Artigiani e commercianti in piazza, con le cinque associazioni che aderiscono a Rete Imprese Italia, per la prima volta insieme per una protesta, a Roma. 'Senza impresa non c'è l'Italia. Riprendiamoci il futuro', questo lo slogan della manifestazione pacifica che chiede ‘’meno tasse e meno burocrazia’’. Decine di migliaia di artigiani, commercianti e piccoli imprenditori arrivati in piazza del Popolo da tutta Italia: da Viterbo sono arrivati anche i rappresentanti di Confartigianato (Stefano Signori, Andrea De Simone e Fosca Mauri Tasciotti) e della Cna (il presidente Angelo Pieri e la segretaria Luigia Melaragni).

Tra i messaggi spicca quello indirizzato al nuovo presidente del consiglio incaricato: ‘’Matteo stai preoccupato. Non ci faremo più portare via il nostro futuro’’.

'Il prossimo governo ed il Parlamento devono prendere atto di questa grande forza, dell'enorme malessere, delle difficoltà che vivono le nostre imprese e devono cambiare registro' dice il presidente di turno e portavoce di Rete Imprese Italia, Marco Venturi chiedendo 'al nuovo presidente del Consiglio chiediamo di convocarci subito'. 'Noi non molleremo - aggiunge - saremo propositivi ma incalzanti. Saremo dialoganti ma pronti a tornare in piazza, in tutte le piazze italiane, se non avremo concrete e rapide risposte'. 'Siamo stanchi, chiediamo rispetto perché meritiamo più rispetto - dice il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli - Come dobbiamo dirlo che non c'è più tempo, non bastano le imprese che chiudono e le masse che perdono il lavoro?', ha detto. Per poi rivolgersi direttamente a Matteo Renzi: 'Se non avremo risposte ci ritroveremo in piazza ancora più numerosi e più determinati'.

Migliaia di bandiere con i colori delle varie associazioni, fischietti e tamburi hanno animato la protesta dei 60mila commercianti e artigiani presenti.

I NUMERI DELLA CRISI – Negli ultimi cinque anni hanno chiuso circa 1000 aziende ogni giorno, la ricchezza prodotta dall'Italia e' diminuita del 9%, la disoccupazione è raddoppiata, passando dal 6,4% al 12,7% per un totale di 1,2 milioni di disoccupati in più. Nel frattempo la pressione fiscale ha raggiunto il 44,3% del Pil (e resterà sopra il 44% per molto tempo) mentre quella 'legale' (su ogni euro di Pil dichiarato) si aggira intorno al 54%.

LA BUROCRAZIA - Costa alle piccole medie imprese 30 miliardi di euro l'anno e il credito è in calo dal 2011. La piccola impresa, che rappresenta il 94% del tessuto produttivo dell'Italia e ne è il principale motore contribuendo per il 62% al valore aggiunto. ‘’Il carico fiscale oggi è insostenibile – ha dichiarato Marco Venturi, presidente della Confesercenti che guida anche la rete Imprese Italia - bisogna tagliare la spesa pubblica, non alzare le tasse’’.

 






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