

di Stefano Marini Balestra
VITERBO - Dopo quasi undici anni dai fatti ieri, davanti al collegio del Tribunale presieduto dalla dr.ssa Mattei, è proseguito il dibattimento del processo a carico di quattro romeni (due uomini ed una donna) ed un anziano corchianese che avevano messo in piedi nella zona di Civitacastellana un’oliata organizzazione di sfruttamento della prostituzione.
Dalle carte del processo è emerso che gli “imprenditori” del sesso avevano base anche in Toscana, ad Arezzo, per la precisione. L’indagine che prese avvio per iniziativa del PM dr.Siddi per la soffiata di una prostituta che aveva riferito essere stata portata dalla Romania in Italia per essere avviata alla prostituzione; i carabinieri, poi, sulla base di appostamenti ed intercettazioni accertarono che gli organizzatori del giro controllavano nei minimi particolari le prostitute presenti sulla Flaminia nelle curve prima del bivio dei Sassacci. Pretendevano da loro 25 euro a giorno per l’uso della “piazzola” e la protezione dalle concorrenti lucciole nigeriane.
Infatti, è stato raccontato nel corso dell’udienza che nel settembre 2009 ci fu una “battaglia” sul posto tra protettori delle “organizzazioni” rivali combattuta a colpi di bastone e minaccia con pistole.
A questo punto è emersa la posizione di un anziano tassista di Corchiano, imputato nello stesso processo, che svolgeva servizio di trasporto prostitute nigeriane dal capolinea Cotral alle “piazzole” sulla consolare ed anche offriva un appartamento a Corchiano per clienti delle lucciole che preferivano un comodo letto al sedile di un’auto. L’anziano tassista, però, cosi poteva godere gratis delle grazie delle sue clienti,
La posizione degli imputati, rinviati a giudizio per violazione di molti articoli del Codice penale e della nota legge “Merlin”, appare difficile in quanto, sempre, come riferito da un teste ascoltato in aula, l’organizzazione di sfruttamento partiva dalla Romania dove venivano reclutate le ragazze che poi, importate, in Italia erano avviate non sempre del tutto consenzienti, ma obbligate, alla prostituzione.
A settembre un’altra udienza.