



VITERBO - L'inchiesta giudiziaria sulle presunte pressioni subite dal consigliere Marco Bruzziches da parte di esponenti politici locali di maggioranza è diventata il fulcro di una trama intricata che ha fatto lievitare la tensione tra i corridoi di Palazzo dei Priori.
Mentre la giunta, minimizzando la vicenda, predica calma e invita a non dare troppa credibilità alla stampa che, a parer loro, “ingigantisce” notizie senza fondamento, i membri della maggioranza si trovano in una situazione tutt'altro che rilassata. In un gioco di specchi politico, si interrogano sulla portata dell'inchiesta e sull'effetto che potrebbe avere sui delicati equilibri, soprattutto in un momento di “emorragia consiliare” a sostegno di Chiara Frontini.
Tra tentativi maldestri di difendere l'indifendibile e battute sarcastiche scambiate tra i consiglieri, di certo la situazione venutasi a creare non facilita il lavoro amministrativo. Il rischio è di un “impantanamento”, la mancanza di serenità incide sulle attività dei singoli appartenenti alla maggioranza.
Tutto questo accade perché in assenza di notizie certe e verificate, in città il “vociare” si autoalimenta di giorno in giorno, producendo sempre più smarrimento e nervosismo. La speranza è che gli attori della vicenda escano allo scoperto, o che la magistratura arrivi, nel caso in cui lo riterrà necessario, a svelare la vicenda il prima possibile.
La prima metà di Marzo potrebbe essere il momento propizio per saperne di più. Nel frattempo tutti gli occhi sono puntati sui diretti interessati sperando che finalmente si riesca a fare chiarezza sulla questione.