ANNO 16 n° 275
A ore la decisione
di Carlo Graziani
Il presidente gialloblù potrebbe già
oggi sciogliere le riserve sulla cessione
21/06/2012 - 04:00

di Domenico Savino

VITERBO – Potrebbe arrivare già oggi il passaggio di quote in seno alla Viterbese calcio. Si infittiscono i contatti tra l’attuale dirigenza (il cui presidente è Carlo Graziani) e il gruppo di imprenditori guidato dal romano Marco Maccaferri, titolare di un’importante azienda leader nazionale nel settore dei ricambi industriali. Maccaferri  ha coagulato intorno a sé l’interesse di altri cinque industriali che dopo mesi di trattative, visite, rassicurazioni e lettere d’intenti possono compiere il fatidico passo.

Ma per arrivare a queste decisive ore il percorso è stato lungo e complesso, ricco di imprevisti e con qualche colpo di scena. Inizia tutto pochi minuti dopo la vittoria in campionato della Viterbese contro lo Zagarolo. Al Rocchi i gialloblù superano 2-0 la squadra dei castelli romani (reti di Vegnaduzzo e Mereu), ma a disturbare la tranquillità dello spogliatoio arrivano le dimissioni di Giuseppe Fiaschetti, fino ad allora numero uno della società di via della Palazzina, ufficialmente perché l’imprenditore di Corchiano deve volare a Londra per la costruzione di “Casa Italia”, il villaggio olimpico che ospiterà la delegazione azzurra tra luglio ed agosto. Non ha tempo per la Viterbese e decide di restare solo come sponsor. La gestione cade nelle mani di Carlo Graziani, Guido Maccio e del direttore generale Maurizio Donsanti.

Immediatamente dopo si iniziano ad infittire le voci di un probabile cambio al vertice: sono in tutto tre le cordate che si presentano in maniera più o meno ufficiale. La prima è quella che fa capo a due esperti di calcio giovanile romano (Bergamini e Tosoni) che operano da anni nella Futbolclub che ha stanziato il suo quartier generale a Tor di Quinto; la seconda fa riferimento al gruppo di Maccaferri e una terza non meglio identificata. Aleggia su tutti l’ombra di Piero Camilli, patron del Grosseto nativo di Grotte di Castro, che ha manifestato a più riprese un interesse nei confronti della Viterbese salvo poi ripiegare a causa della richiesta (a suo dire esosa) espressa dalla società per mollare tutto.

In una prima fase la trattativa con il duo Bergamini - Tosoni sembra procedere spedita, ma accanto a loro si affaccia (verrà anche  a Viterbo) Marco Maccaferri. E lui il trade union con Carlo Graziani. Nel frattempo il campionato continua, la Viterbese balbetta in diverse occasioni e subisce l’onta di una doppia sconfitta per 4-0 che convince il tecnico Conticchio a dare le dimissioni. Al suo posto Manfra sceglie Oberdan Biagioni e così si conclude la stagione con una salvezza raggiunta alla penultima giornata.

Resta sempre Camilli sulla bocca dei tifosi che urlano il suo nome sia allo stadio (eloquente la presenza nella ultime gare dello striscione “Piero Camilli presidente”) che sui social network: addirittura si sviluppa un’iniziativa (che poi si sgonfierà presto) per l’organizzazione di un’assemblea pubblica alla quale far partecipare lo stesso Camilli per conoscere le sue reali intenzioni. Il Comandante declina l’invito. Addirittuta c’è un tentativo (semplice pour parler con Roberto Ciappici) di acquistare il titolo sportivo della Flaminia Civita Castellana e riprendere il marchio della U.s. Viterbese.

La società inizia ad organizzarsi per la stagione che verrà: Manfra  e Biagioni contattano i giocatori e ne incassano la disponibilità a vestire per il nuovo anno la maglia gialloblù. Nel contempo resta solo Maccaferri che forte dell’amicizia che lo lega a Carlo Graziani continua a tessere al tela e a prepararsi il terreno in vista di un possibile approdo in società. Si convince che l’affare è possibile che ci sono i presupposti per andare avanti. Il resto è storia di questi ultimi giorni. Graziani si è preso l’arco di tempo di una settimana per decidere. Sta valutando l’offerta, le parti confermano: il progetto di Maccaferri & Co è allettante, prevede come primo obiettivo la promozione in Lega Pro, impresa che all’attuale società non è riuscita. La Viterbese ha abbandonato i professionisti cinque stagioni orsono. La svolta è dietro l’angolo: tira aria nuova in via della Palazzina. 






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