


VITERBO - “La prima cosa che faremo, visto che Nocchi oltre ad essere il presidente della Provincia è anche il presidente dell’Ato, è un ordine del giorno sull’acqua pubblica, e quindi chiedere la specifica applicazione della legge regionale numero 5 del 2014 e del referendum del 2015”.
Bengasi Battisti e Fabio Valentini hanno commentato stamani in una conferenza stampa il risultato elettorale che ha portato la lista ''Per i beni comuni’’ a eleggere, nella figura del presidente del consiglio comunale di Montalto di Castro, un proprio rappresentante a Palazzo Gentili. ''Abbiamo ottenuto una percentuale di voti del 9 per cento – spiega Valentini - che è un grande risultato per una lista nata in poco tempo sulla base di un annuncio lanciato a metà novembre. Un risultato collettivo. Sono soddisfatto inoltre perché in termini di rappresentatività abbiamo avuto un riscontro spalmato su tutto il territorio”.
Una lista ecologista, ma non di un ecologismo di facciata, ci tiene a sottolineare Battisti, che di Beni comuni è il coordinatore provinciale: ''La nostra proposta vuole aprire una porta a tutte le vertenze locali, ai bisogni diffusi cittadini che non hanno trovato risposta e accoglienza nelle istituzioni, vertenze legate a temi di grande attualità”.
''L’acqua pubblica, come diritto fondamentale, è uno dei temi principiali viste anche le vicissitudini dell’ente gestore'', riepiloga sempre Battisti. E poi, ''la promozione di un’agricoltura di qualità, rispettosa della naturale vocazione dei luoghi, che invece risulterebbero compromesse da un modello di sviluppo agroindustriale''. Quindi la lotta ai pesticidi, con la proposta di far diventare la provincia di Viterbo la prima ''provincia glifosato free''. Ancora: ''La tutela delle acque dei laghi, una gestione di rifiuti in grado di recuperare le diverse frazioni, facendo partire un serio processo di economia circolare, e non sul modello della termocombustione, che tanti danni ha provocato nelle aree dove simili impianti trovano insediamento; la riduzione del consumo del suolo, il recupero dei piccoli borghi”. Un capitolo anche per le energie rinnovabili: ''Per i beni comuni” dice no a grandi impianti, ma a insediamenti piccoli, attraverso le esperienze delle cooperative di comunità”.
''Non ci interessano logiche di colore e di bandiera – ha aggiuntp Valontini - non essendo ricompresi in nessuna area e colore politico, agiremo esclusivamente nell’interesse dei temi citati. Il silenzio per esempio sul tema dei rifiuti non è concepibile, rischiamo di diventare la pattumiera di Roma. Allo stesso tempo non avremo nemici per pregiudizio, ma saremo alleati con chi seguirà la nostra logica e le nostre argomentazioni”.
Un percorso che è appena all’inizio: ''Cercheremo di capitalizzare questo risultato cercando di allargare il campo a chi ancora non ci conosce e per radicarci ancora di più nel territorio. I temi che trattiamo sono anche in capo ai governi locali. Ci proponiamo anche come un punto di riferimento per quei sindaci e quegli amministratori, spesso giovani, che vogliono agire ma non hanno gli strumenti per farlo. E quando arriverà il momento proporci anche al governo di questi territori”.