ANNO 16 n° 266
A Natale puoi… Rinascere bambino: Bauli e quella giostra che cantava “ba-ba-ba”
Rubrica 'Pubblicittà' a cura di Elsa Berardi
Elsa
03/12/2025 - 14:46
di Elsa Berardi

SPOT 1995 - PANDORO BAULI: https://www.youtube.com/watch?v=OYc5HuZT6B8

SPOT 2017 - PANDORO BAULI 'DUE SORELLE': https://www.youtube.com/watch?v=mtZ24N1DFvI

VITERBO - Felicità significava pienezza, e lo significa tutt’ora, ma i tanto blasonati Romani da Colosseo impersonavano in modo sintetico questa sfumatura di senso: non si parla degli insider della carbocrema, bensì degli autentici patres patriae di lingua latina.

No, non vuole essere lo spiegone di riscaldamento da piazzare nel pezzo creativo: la cultura non fa bello, fa spesso strano. Ed è giusto che qualcosa di tanto grande continui a spiazzare prima di attrarre a sé.

“Felix” era la persona capace di mantenere vigoria psicofisica con filosofia ed eleganza: un vero attributo di resistenza generale che, ammettiamolo, davanti alla nostalgia è in apparenza minacciato, ma ne diventa fortificato appena ci esponiamo agli stimoli.

Felice è chi sa profondere una lacrima di gioia anche davanti a un girato pubblicitario storico: ecco che Bauli ci risveglia il cuore, da quando ci ha abituati a condividere l’unboxing di un pandoro (traduciamo per gli italofoni: “apertura della confezione”). E qui, sbandieratori dell’italiano o estroflessi che si sia, per “condividere” si intende “socializzare”, anziché postare. Cosa ci ha fatto assecondare ad ogni effetto le nuove tendenze, se rimaniamo ancorati ai ricordi?

La risposta è semplice: la rapidità di diffusione dei contenuti. Bauli, firma veronese del mondo dei prodotti dolciari, negli anni ’90 aveva già precorso l’importanza del feedback di pubblico. E così, imbastendo la scenografia di una giostra, invitando bimbi bellissimi a partecipare allo spot e utilizzando un simpatico volto attoriale, l’uomo con il maglione bianco e la barba, è diventata il contesto apripista di “A Natale Puoi”.

In uno spot del 1995 – il più longevo per il brand – a un bimbo cade il berretto per la sorpresa di vedere la stessa giostra: una struttura davvero monumentale, in cui può divertirsi in compagnia di tanti coetanei e scambiarsi il dono simbolico di una confezione di pandoro. È viola, è divertente, è caratteristica: è l’annullamento di ogni segno del tempo, che, fino alla prossima idea di packaging, rimarrà inalterata sulle nostre tavole e nei nostri amarcord fotografici.

Un bimbo si mangia una gigante fetta di pandoro e una bimba dolcissima coccola un cane, che sembra essere tanto felice del meritato trattamento: una scoperta e un’esplorazione della semplicità che è sì matrice di un’impennata di acquisti, ma anche e soprattutto custode di quelle atmosfere semplici che ci sembra di aver eclissato dietro la rincorsa di priorità meccaniche.

Non si intende il legame con il proprio impiego professionale o la volontà di arrabattarsi per qualche obiettivo, ma la frenesia di dimostrare a tutti i costi di essere infallibili, atletici, performanti. Il disegno di “A Natale Puoi”, però, è molto più dinamico e permissivo, nonché concreto e meno velleitario del previsto.

La canzone è commovente: rilasciata appena 20 anni fa, nell’utopico 2005 dei “videofonini”, è stata immediatamente integrata nella strategia promozionale del marchio per molti anni (con la speranza, per una fetta di audience, che Bauli vi ricorra di nuovo). Il brano invita a comportarsi in maniera franca, rispettosa e natalizia del proprio prossimo anche “fuori stagione”, perché non c’è un periodo prescelto in cui rispettare e amare con il cuore chi ci circonda. Forse, proprio quanto ameremmo noi stessi: è il corollario più profondo e sensibile della religione cristiana, nonché della sua Parola.

La giostra di Bauli, animata dal jingle “ba-ba-ba”, rappresentava un vero tripudio di armonia ed equilibrio, in cui non era preteso di ricalcare possibili contrasti e amarezze di scenario, come invece è accaduto per la formula del 2017: una sofferta collana di bisticci tra due sorelle, che si riconciliano augurandosi un buon Natale davanti all’offerta del pandoro. Due audiovisivi allo stesso modo edificanti e densi: uno che riflette l’aspirazione di tutti e l’altro che introduce la realtà dei fazionismi, delle asprezze e degli screzi nel vellutato telemezzo.

La conclusione che possiamo trarre da questo papier di interscambio tra lo ieri e l’oggi è: ricerchiamo il prossimo, non arroghiamoci alcun pretesto, ma sentiamoci sempre in diritto e in dovere di essere felici. Come in quella giostra tutta coperta di neve che ricorda una Viterbo da cartolina, con bambini sparsi per le vie a godersi quel freddo che si riscalda solo unendocisi. Amici, doni inaspettati, carezze ricevute, abbracci finalmente pervenuti a destinazione: un incanto natalizio… Ha’ capito come?






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