

VITERBO – Cinquecentocinquantuno euro a famiglia per cibo, divertimenti e regali, il 3,7% in meno di quanto speso lo scorso Natale. Questo il risultato dell’indagine stilata da Confesercenti in collaborazione con l’Osservatorio Assoturismo della Confesercenti di Viterbo. I dati sono stati presentati questa mattina durante la conferenza stampa di presentazione della guida Enogastronomica della Tuscia dai presidenti di Confesercenti e Camera di Commercio Vincenzo Peparello e Ferindo Palombella.
Penalizzati soprattutto i regali che subiscono un taglio dell’8,6% mentre tiene l’acquisto di cibo con il +2,1%. Sale al 60% la percentuale dei consumatori italiani che ritengono di avere un minor potere di acquisto rispetto all’anno precedente. Un italiano su due crede in un Natale di speranza, mentre il 32% oscilla tra festività austere e difficili. La recessione si riflette anche sull’utilizzo della tredicesima: cala di due miliardi la quota destinata agli acquisti e in particolare ci saranno 700 milioni di euro in meno per i regali. Buona parte della tredicesima, infatti, verrà utilizzata per pagare Imu, tasse, mutui, spese per la famiglia e debiti.
A detta del presidente di Confesercenti Vincenzo Peparello i dati della provincia di Viterbo non si discostano molto dal resto del Paese alle prese con una disponibilità sempre minore del budget familiare, aggravato dalla crisi economica. Ai tanti segnali negativi si registra il dato positivo della vendita dei prodotti tipici di circa il 2%. Questo dato è l’effetto trainante del turismo enogastronomico e delle produzioni agroalimentari artigianali di qualità. Questa tipologia di turismo, infatti, compensa le perdite di altri settori con un aumento compreso tra l’11% e il 15%.
Per quanto riguarda gli acquisti, quelli tecnologici restano invariati con al primo posto, tra le preferenze, gli smartphone e i tablet (9%). Il 16% farà regali via e-commerce, mentre diminuisce la propensione all’utilizzo di outlet, mercatini e piccoli negozi (-13,9%). Al contrario dei più anziani, tra i giovani il 34% di loro contro il 33% della media nazionale, regalerà prodotti alimentari a Km0 e il 35% comprerà i prodotti equi e solidali.