ANNO 16 n° 274
A Montalto l'acqua non è più potabile
Mazzoni (PD): ''Ma i cittadini vengono informati con ritardo, perchè?''
08/05/2018 - 09:58

MONTALTO DI CASTRO - Riceviamo e pubblichiamo dalla segreteria del circolo PD di Montalto di Castro e Pescia Romana:

Siamo ad informare tutti che, a seguito delle analisi effettuate dalla ASL di Viterbo, il sindaco ''Ordina: di far divieto assoluto dell'utilizzo per scopi idropotabili della risorsa idrica nelle zone di Montalto Capoluogo (compresi i quartieri periferici), Montalto Marina e le campagne a sudest e nordovest del centro abitato''.

Mentre la Asl avverte ''L'utilizzo dell'acqua deve essere limitato ad impianti tecnologici e per igiene domestica''.

La questione acqua, nel nostro paese, è veramente un problema serio e sembra senza soluzione!

Ordinanze di non potabilità ,che si susseguono, Prima a Pescia poi a Montalto, con viavai di autobotti per la distribuzione della risorsa idrica ai privati, soprattutto nel periodo estivo, in alcune zone di Pescia e Montalto, con aggravio di costi sia per il privato che per la cosa pubblica, darsenificatori si darsenificatotori no.

Eppure le bollette arrivano puntuali nelle case dei cittadini e non sono neanche troppo leggere.

Se non si riesce a risolvere il problema , perché non si dimezza il costo delle fatture per la fornitura dell' acqua? Perché il cittadino deve pagare un servizio, che non corrisponde a quello di diritto?

Tra l'altro da sottolineare è quanto riportato nella stessa delibera, e cioè: ''la popolazione tutta è autorizzata all'attingimento gratuito di acqua potabile dalle case distributrici dislocate nei vari punti del territorio''. Tuttavia, ieri sera, 7 maggio, alle ore 20 nessun cartello era affisso sulla casa distributrice di Montalto di Castro, per avvertire la popolazione del grave disagio, nonché della gratuità dell'acqua, tanto è vero che se non paghiamo niente scende dalle fontanelle.

Se non si è capaci di risolvere il problema, ad ognuno le proprie responsabilità.

D'altronde si pubblicizzano eventi, feste, alberi piantati e innumerevoli ''work in progress'' ma non è la prima volta che si tarda a portare a conoscenza la popolazione di un rischio sanitario.

L'informazione, in questi casi, non ''dovrebbe'' tardare.






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