ANNO 16 n° 273
A Mammagialla 181 detenuti in pił
Aumenta il sovraffollamento nelle carceri di tutta la regione Lazio
03/05/2017 - 10:03

VITERBO - Aumenta il sovraffollamento nelle carceri del Lazio e nella casa Circondariale di Mammagialla.

Secondo gli ultimi dati trasmessi da Fns Cisl nella struttura detentiva della Tuscia, con capienza regolamentare di 432 persone, risultano nelle celle ben 613: 181 in più quindi.

Un sovraffollamento che cresce in tutti i 14 istituti presenti nel Lazio. Se al 31 marzo 2017 i detenuti complessivi risultavano 5.238, alla data del 30 aprile 2017 se ne contano 6.228: 990 detenuti in più dello scorso mese quindi.

Preoccupa soprattutto il sovraffollamento negli istituti di: Viterbo (+181); Cc Cassino (+130); Cc Frosinone (+48); Nc Civitavecchia (+119); Ccf Rebibbia (+65); Nc Rebibbia ( + 233); Cc Regina Coeli (+279); Velletri (+174); Cc Latina (+ 52); Nc Rieti( +48).

''La sentenza Torregiani - spiega Fns Cisl - aveva lo scopo di ridurre il sovraffollamento nelle carceri, ma dobbiamo evidenziare come l’annoso problema della macchina della giustizia, oberata dai numerosi e processi penali non ha risolto il problema. Pur apprezzando le nuove normative in tema di esecuzione penale, istituendo il nuovo dipartimento giustizia minorile e di comunità (Dgmc), i risultati tardano ad arrivare.

Preoccupa il fatto che le carceri della regione siano diventate dei contenitori esplosivi di 'detenuti per ordine e sicurezza' con casi complicati e soggetti con gravi problemi di salute anche mentali. Criticità amplificate anche da un assorbimento di personale, per garantire in alcuni casi il servizio di piantonamento, che seppur espletato, egregiamente, dalla polizia penitenziaria, previsto, qualora disposto dall’autorità giudiziaria, riguarda anche soggetti ricoverati presso le Rems, in modo particolare dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, nella provincia di Frosinone.

E’ noto il deficit qualitativo dell’attività lavorativa nell’ambito degli istituti penitenziari, dove il lavoratore si trova ad essere, in molti casi, attore di disagi operativi. Questi sono causati dal sovraffollamento, dall’inadeguatezza edilizia delle strutture penitenziarie e dalla crescente carenza di risorse umane, determinata sia dalla fuoriuscita di personale per raggiunto diritto alla quiescenza che dal mancato turn-over''.






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