ANNO 16 n° 274
A certa stampa… levateje er vino (seconda parte)
''Il giornalismo è cambiato. In peggio, purtroppo''
06/05/2021 - 13:06

Massimiliano Morelli 

In trent’anni di professione ne ho viste di tutti i colori. Colleghi che si azzuffano al fine di realizzare per primi un’intervista, altri che seppur imbolsiti e col capello ormai imbiancato corrono a perdifiato per portare in redazione lo “scoop” di giornata, altri ancora che “passano” notizie fasulle per farti prendere la cosiddetta “buca”. Mai però m’era capitata una vicenda tipo quella che sto per descrivere. Qualche giorno fa mi telefona la collega di una testata nazionale per propormi un’intervista a corredo di un libro appena uscito. Acconsento, rilascio l’intervista, lei mi ringrazia. Potrebbe essere una normale situazione di cortesia fra cronisti. Il giorno dopo la collega, scusandosi in mille lingue e dopo essersi cosparsa il capo di cenere, mi confessa che il suo capo le ha bocciato il pezzo. Motivo? Aveva letto una recensione del libro su un’altra testata. Per cui, articolo bocciato e lei redarguita per aver proposto qualcosa di simile per il “suo” quotidiano. Ho telefonato al suo capo consigliandoli di non pubblicare lunedì prossimo i risultati della serie A, né l’ennesimo successo di Hamilton in Formula 1, tanto meno i numeri di vaccinati nella questione Covid. “Del resto – ho sussurrato in maniera gentile - se queste notizie sono pubblicate da altre testate, voi che le pubblicate a fare?”. Il giornalismo è cambiato. In peggio, purtroppo, e mentre annoto sul taccuino l’ennesima testata che pretenderebbe l’esclusiva per un comunicato stampa, passo e chiudo.






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