



CANINO - No al nucleare, la Tuscia scalda di nuovo i motori. E' prevista infatti per il prossimo 25 settembre a Canino una grande manifestazione contro l'ipotesi di deposito nucleare nei siti individuati da Sogin nella provincia di Viterbo. Ventuno in tutto di cui cinque potenziali a Canino.
Dopo la manifestazione dello scorso 25 febbraio, le varie associazioni e i comitati contrari alla scorie, con a capo quello di Canino, hanno deciso di scendere di nuovo in strada per mantenere alta l'attenzione della politica sul territorio. L'appuntamento sarà alle 18 al teatro comunale, luogo in cui saranno di chiamati a raccolta rappresentanti politici e istituzionali della regione Lazio e di tutta la provincia di Viterbo
'Questo incontro - spiega Eugenio Cesarini, presidente del Comitato No scorie e medico di base - vuole tenere alta l'attenzione sul rischio che nella nostra provincia possa essere individuato il deposito di scorie nucleari. Sarà il primo di una serie di appuntamenti per informare la cittadinanza sui rischi e sulle criticità di un'eventuale soluzione definitiva. Cosa che dobbiamo scongiurare a tutti i costi per preservare il nostro territorio ed evitare contraccolpi negativi sul piano turistico, agricolo, ambientale e sulla salute umana'.
L'evento sarà condotto dal professore Angelo di Giorgio, l'avvocato Francesco Rosi e Famiano Crucianelli, presidente del biodistretto della via Amerina, insieme ad esponenti politici locali tra cui il sindaco Cesetti. 'Quello che contestiamo - prosegue Cesarini - è l'errata metodologia che Sogin ha usato per l'indicazione delle aree idonee, insieme alla mancata valutazione dei rischi per la salute e i danni economici e soprattutto ambientali per il territorio'.
'Gli ultimi eventi sismici (il riferimento è al terremoto dello scorso 8 agosto di magnitudo 3.0 proprio a Canino ndr )- spiega ancora il presidente - fotografano i rischi del nostro territorio e la colpevole sottovalutazione delle realtà sismiche e idrogeologiche di questo fragile contesto'. I prossimi mesi rappresentano uno spartiacque. 'In autunno - fanno sapere dal comitato - si aprirà una fase caldissima della vicenda che porterà entro la fine dell'anno prossimo alla scelta, inappellabile, del sito, per questo motivo contiamo di arrivare ad una soluzione alternativa '.