ANNO 16 n° 272
A Bomarzo rivive la moda rinascimentale (FOTOGALLERY)
La stilista Ilaria Sforza Petrocochino: ''La mia ricerca partita dai ritratti del Cinquecento''. In programma una sfilata al Sacro Bosco
17/08/2022 - 06:31

BOMARZO - La corte di Vicino Orsini rivive negli abiti disegnati dalla stilista Ilaria Sforza Petrocochino. Per presentarli al pubblico è prevista il 18 giugno 2023 una sfiata notturna al Sacro Bosco di Bomarzo. Intanto curiosi e appassionati di Rinascimento possono ammirare 26 bozzetti che serviranno alla realizzazione dei modelli (costumi e gioielli). La mostra è stata inaugurata sabato scorso nelle sale di palazzo Orsini e resterà visibile fino al 30 settembre a ingresso gratuito.Uno dei progetti più interessanti all’interno delle celebrazioni promosse dall’amministrazione comunale di Bomarzo per i 500 anni del principe Orsini.

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''La ricerca storica – spiega la stilista - è partita dai quadri del Cinquecento e in particolare dai ritratti dei membi di famiglie aristocratiche italiane, un tipo di pittura che in quell’epoca va sempre più affermandosi. I ritratti venivano dipinti minuziosamente, riportando le caratteristiche precise degli abiti e degli accessori. Sono stati per me una fonte importantissima da cui attingere informazioni. Vi si nota in particolare una sorta di narcisismo, un forte desiderio di apparire e di voler mostrare attraverso gli abiti. Non a caso l’idea di moda nasce proprio da questo secolo''.

Ilaria Sforza Petrocochino (a sinistra nella foto insieme all’assessore Marzia Arconi) è interior designer e stilista, disegnatrice di alcuni degli abiti delle attrici del red carpet al Festival del Cinema di Roma. ''La creazione di alcuni modelli è già iniziata. Ciò che mi impegna maggiormente in questa fase è la ricerca dei materiali. Infatti, cerco materiali che siano il più possibile fedeli all’epoca o che si avvicinino ad essa. I tessuti subiranno anche un processo di 'antichizzazione' perché l'abito dovrà essere evocativo. Quello che vorrei restituire al pubblico non è tanto la linea in sé, quanto invece l’anima del vestito, il sapore dell’epoca, un sapore di vissuto, di nobiltà, uno stile di vita diverso, più rallentato rispetto a quello a cui siamo abituati oggi”.

I tessuti sono di pregio: broccati, velluti, taffetà. La mostra propone bozzetti di abiti femminili e maschili, di abiti da sposa e da sposo. ''Ho cercato di offrire più linee possibili per rendere più ampia la visione del periodo''. La particolarità sono le maniche intercambiabili: ''Sono tutte staccate dal corpetto, sia per gli uomini che perle donne. In questo modo sembrava di indossare un abito nuovo o diverso, a seconda delle occasioni''. Poi i colori, ''negli uomini toni più scuri si riferivano a personalità più importanti, su tutti il core nero. Per le donne, i colori erano sia chiari che scuri. Il celeste e il rosa principalmente per le ragazze non sposate''. 

Il bozzetto più fotografato della mostra è quello che raffigura un abito lungo di colore nero. E' la ricostruzione del vestito con il quale si dice sia stata sepolta Giulia Farnese, l'unico di cui ci è giunta oggi una sommaria descrizione.

Oltre a sfilare, gli abiti costituiranno l’allestimento di alcuene sale di palazzo Orsini da adibire ad esposizione permanente del costume rinascimentale (inaugurazione il 4 luglio 2023).

Il prossimo appuntamento della manifestazione ci sarà invece il 20 e il 21 agosto con la rassegna d’arte moderna e contemporanea ''Il principe e il sogno'' a Mugnano in Teverina, dove quindi 15 artisti esporranno all’aperto opere dedicate alla figura di Vicino.

Per maggiori informazioni sul programma e gli eventi: www.vicino500.it

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