


VITERBO – Una piccola struttura sulle spalle, qualche genitore al seguito e le vie di Bagnaia trasformate, per una sera, nel percorso di un 'trasporto' davvero straordinario.

È quanto accaduto nella serata del 31 agosto nel borgo viterbese, dove alcuni bambini, accompagnati passo dopo passo dai propri genitori, hanno portato per le strade del paese una sorta di piccola Macchina costruita artigianalmente con ciò che si aveva a disposizione.
Niente annunci, nessuna cerimonia e neppure la volontà di attirare particolare attenzione. Chi in quel momento si trovava a passeggiare per Bagnaia poteva semplicemente imbattersi nel piccolo corteo e fermarsi qualche minuto a guardarlo.
Un gioco nato dalla tradizione

Chiamarla 'quarta minimacchina di Viterbo' sarebbe naturalmente una forzatura. Dietro quella struttura improvvisata, però, si può leggere qualcosa di molto più semplice: la voglia dei più piccoli di sentirsi, almeno per una sera, parte di quella tradizione che in questi giorni coinvolge l'intera città.
Pilastro, Santa Barbara e Centro storico hanno le proprie minimacchine, con una storia, un'organizzazione e dei gruppi che da anni ne portano avanti la tradizione. A Bagnaia, invece, alcuni bambini hanno fatto quello che probabilmente tanti altri hanno fatto almeno una volta giocando: imitare ciò che vedono fare ai grandi.
Solo che questa volta lo hanno fatto davvero, mettendosi insieme e percorrendo le strade del proprio paese con i genitori accanto.
Anche Bagnaia, a modo suo, partecipa

Non c'erano divise, grandi luci o una struttura spettacolare. C'erano una piccola struttura realizzata con quello che si aveva a disposizione e dei bambini pronti a sollevarla.
Forse è proprio questo l'aspetto più curioso della serata. Senza voler imitare o mettersi sullo stesso piano delle realtà che ogni anno organizzano i trasporti ufficiali delle minimacchine, anche Bagnaia ha trovato, quasi per gioco, il proprio modo di partecipare al periodo più sentito dai viterbesi.
Un piccolo 'trasporto' improvvisato, sicuramente diverso da quelli che siamo abituati a vedere, ma capace di regalare per qualche minuto ai bambini del paese la sensazione di essere anche loro protagonisti della festa.