

VITORCHIANO – Avrebbe ricevuto un pugno in faccia talmente tanto forte e mirato da perdere quasi completamente la vista ad un occhio. E il tutto per aver tentato di difendere la ragazza.
A fare le spese di quell’aggressione un giovane poco più che ventenne, sbattuto a terra e spedito in ospedale da un coetaneo, che oggi è alla sbarra con le accuse di lesioni gravissime.
Siamo a Vitorchiano, nel maggio del 2013: I. e la sua giovane fidanzata arrivano in piazza a bordo della loro auto. Dal finestrino abbassato riescono a sentire alcuni commenti poco delicati rivolti alla giovane e così scendono, nel tentativo di ricevere le scuse da parte del diretto interessato.
E invece nulla. Oltre alla beffa, il danno: tra i tre sarebbe nata una discussione abbastanza movimentata. I. si toglie gli occhiali, la fidanzata, vittima degli insulti, alza le mani e T., nella confusione generale, finisce a terra con una spinta.
E proprio quest’ultimo, dapprima allontanato dagli amici, si sarebbe poi divincolato e, libero dalla presa, si sarebbe scagliato contro il malcapitato, colpendolo con un pugno al volto.
Il bollettino medico parla chiaro: rottura della coroide e perdita della vista al 90 per cento.
Intanto in aula è scontro tra le parti. La difesa del giovane imputato, l’avvocato Marco Russo, sostiene come quella lesione all’occhio derivi da un precedente trauma facciale e che non c’entri nulla con il pugno subito. Il legale di parte civile, l’avvocato Roberto Massatani, invece, è intenzionato ad avere giustizia per il suo assistito. Ad oggi quasi completamente cieco da un occhio.
''Il pugno c’è stato. Ed è un elemento oggettivo – dichiara – e non si è trattato di legittima difesa, dal momento che è arrivato successivamente rispetto alla discussione iniziale: T. si è avvicinato all’improvviso, dopo che la discussione poteva ritenersi conclusa e ha sferrato il colpo dritto all’occhio''.
Intenzionato a colpire, dunque, e non a difendersi.
Si tornerà in aula ad aprile.