ANNO 16 n° 274
A quando l'invasione delle cavallette?
08/01/2021 - 11:14

di Massimiliano Morelli

 

Mancano solo l’invasione delle cavallette e la peste bubbonica per realizzare il “Bingo” nel viterbese. Come se non bastassero la pandemia e le scorie nucleari, adesso ci si è messo di buzzo buono anche il sindaco di Roma Virginia Raggi, che in vista del termine del suo mandato elettorale, ha pensato bene di trasferire i rom nella Tuscia. Nei piani del sindaco che ha detto “no” ai Giochi olimpici, e che pensava di poter realizzare la funivia per eliminare i problemi del traffico nella capitale, adesso c’è la volontà di trasferire da queste parti gli ospiti che al momento risiedono nei campi rom della capitale di Castel Romano, Monachina e La Barbuta. Per chi non conosce i fatti della città eterna, qui va subito detto che la Raggi, che pare non essere più sostenuta neanche dai grillini, ha avuto la bella idea di sistemare chi vive nei campi Rom dell’ex Roma imperiale – il cui appeal non esiste più perfino per i romani - in alloggi e appartamenti della provincia di Viterbo, oltre che in quelle di Rieti, Latina e Frosinone. Lei non li vuole, ma gli altri sindaci dovrebbero accogliere a braccia aperte i suoi “sudditi per caso”. Inevitabilmente c’è stata la levata di scudi da parte di qualche primo cittadino – e il primo è stato quello di Soriano nel Cimino, Fabio Menicacci; al quale ha fatto eco, in sintonia con le sue dichiarazioni, anche il senatore della Lega Umberto Fusco – ma per il momento la signora Raggi va avanti per la sua strada. E dopo aver evitato di imbattersi in discorsi-rom nei cinque anni del suo mandato, ha pensato bene di farlo ora, nel momento della sua nuova candidatura. Ma forse i cattivi siamo noi, a pensar male, ed è solo una coincidenza. Ah, come diceva Pio XI? “A pensar male del prossimo si fa peccato… ma si indovina”. Prosit.

 




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