ANNO 16 n° 273
4,3 milioni di euro
per pagare i debiti
Regione cede proprie quote patto di stabilitą: a Tarquinia 1,7 milioni
03/03/2014 - 17:54

VITERBO – Con una delibera la Regione Lazio ha ceduto quote del proprio patto di stabilità a Comuni e Province. Per quanto riguarda la Tuscia a Palazzo Gentili arrivano 4,3 milioni di euro, mentre al Comune di Tarquinia 1,7: ossigeno puro per gli enti locali soffocati dal patto di stabilità. Infatti nel Lazio il plafond complessivo per il 2014 è di 153 milioni 154 mila euro, da utilizzare per il pagamento delle obbligazioni di parte capitale, di cui 38 milioni 288 mila euro per le Province e 114 milioni 866 mila euro per i Comuni, destinati in parti uguali ai comuni con popolazione compresa tra 1000 e 5000 abitanti e a quelli con popolazione sopra i 5000 abitanti. Di questa montagna di euro una parte è arrivata anche nella Tuscia.

La delibera regionale approvata dalla commissione bilancio presieduta da Mauro Buschini (Pd) riguarda il patto di stabilità regionale verticale incentivato 2014: sostanzialmente in tal modo viene concesso agli enti locali di poter sforare il patto di stabilità attingendo a questi fondi regionali: “Province e Comuni del Lazio – ha detto l’assessore al bilancio Sartore - possono migliorare l'obiettivo programmatico per l'anno in corso. In questo modo, diamo un ulteriore impulso alla riduzione dei debiti della pubblica amministrazione verso imprese e soggetti privati”. Il criterio seguito per accedere alla ripartizione del plafond è quello di virtuosità, mentre il plafond di 57 milioni di euro destinato ai comuni tra i 1000 e i 5000 abitanti riuscirà ad azzerare tutti gli obiettivi di tali comuni.

Alla Provincia di Roma sono stati assegnati spazi per quasi 17 milioni di euro, 7,7 milioni all'amministrazione provinciale di Latina, 6,1 a Frosinone e 3,1 milioni a Rieti. Tra i 93 Comuni sopra i 5000 abitanti che ne avevano fatto richiesta, gli spazi finanziari maggiori sono stati assegnati a Guidonia Montecelio (3,8 mln); Latina (3,4 mln); Fiumicino (3,3 mln); Ladispoli (2,6 mln), Cerveteri (2,1 mln), Civitavecchia (1,9 mln), Sora (1,7 mln), Anguillara Sabazia (1,7 mln). La commissione Bilancio ha inoltre riammesso nella procedura quattro comuni che erano rimasti fuori perché le loro richieste erano arrivate oltre i termini.






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