ANNO 16 n° 272
25 Aprile: le celebrazioni a Viterbo
Mezzetti (Anpi): ''Quei parlamentari della nostra circoscrizione che disertano le celebrazioni non sono patrioti''
25/04/2024 - 20:47

VITERBO -  Le manifestazioni del 25 aprile sono partite questa mattina con un corteo alle 9,15 da Porta Romana che poi è arrivato all’ingresso del liceo Mariano Buratti, dove è stata deposta una corona di alloro sotto la lapide in sua memoria.

Un giovane studente del liceo ha letto le motivazioni che accompagnavano il conferimento della medaglia di argento al valore, al partigiano, al martire, Mariano Buratti. Il corteo è poi ripartito per piazza del Sacrario.

Qui si sono schierate le massime autorità civili, militari e religiose della città.

Tra i presenti il prefetto Gennaro Capo, la sindaca chiara Frontini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il questore Fausto Vinci, il comandante provinciale dei carabinieri Massimo Friano e i rappresentanti delle forze armate.

''A distanza di quasi 80 anni - ha detto la sindaca - ci ritroviamo ancora una volta in questa piazza di fronte al monumento ai caduti di tutte le guerre, a celebrare la liberazione e a riflettere insieme sul valore e sul significato di questa ricorrenza, spesso ancora oggetto di polemiche fuori dal tempo che appassionano i pochi cultori di una nostalgia di un passato di cui nessuno senta la mancanza. Un passato che ci porta alla dittatura prima, e alla guerra civile poi. Pagine drammatiche della nostra storia che, nonostante la liberazione dal fascismo, continuano ad alimentare divisioni, e che ancora oggi impediscono ad alcuni italiani di condividere un sentimento di pacificazione nazionale, intesa come un momento collettivo di comunione, che è cosa ben diversa dalla parificazione che tende a non fare differenza tra vittime e carnefici, tra bene e male. Le parole d’ordine di oggi sono le stesse di allora: democrazia, libertà, diritti, giustizia ed equità, questi sono valori che dobbiamo difendere e interpretare nella prospettiva di oggi''.

''Non possiamo rimanere indifferenti di fronte al ritorno dei tamburi della guerra - ha detto invece il presidente della Provincia, Romoli - Se facciamo silenzio riusciamo quasi a sentirli, tanto sono vicini a noi. Che siano le bombe che squarciano i cieli ucraini, che siano i combattimenti in Medio Oriente o quelli nel Mar Rosso, assistiamo quasi a un ritorno indietro delle lancette del tempo. E allora dobbiamo chiederci: è questo il mondo per il quale gli antifascisti e i partigiani sono morti? È questo il mondo che vogliamo lasciare ai nostri figli, dove si perpetrano massacri, si minaccia il ricorso al nucleare e si avvelenano i pozzi della cooperazione tra popoli? Come italiani, abbiamo subìto violenze e prevaricazioni. Sappiamo cosa significa avere sulla pelle le cicatrici delle torture e delle ferite di guerra. E non possiamo accettare che ora, a pochi chilometri da noi, ci siano altri popoli costretti alla stessa sorte. Possiamo e dobbiamo fare di più affinché cessi il fragore delle armi e tornino le voci per le strade e le piazze di Kiev, di Gaza, di Tel Aviv. Non potremo mai onorare a sufficienza chi ha dato la vita, o chi ha sacrificato parte di essa, per regalarci la libertà''.

Quindi è stata la volta del presidente dell'Anpi, Enrico Mezzetti: ''Chi si riconosce nei valori del 25 aprile è un patriota - ha detto - e quei parlamentari della nostra circoscrizione che sistematicamente disertano le celebrazioni del 25 aprile, festa della liberazione dal nazifascismo, questi parlamentari non sono patrioti e noi non possiamo non dubitare della loro lealtà verso la patria''.

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