


VITERBO - In occasione della Festa della Liberazione, il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Enrico Panunzi, affida a una nota ufficiale una riflessione sul significato profondo del 25 aprile, sottolineando come non possa essere ridotto a una semplice celebrazione formale, ma debba rappresentare un momento di consapevolezza collettiva.
“Il 25 aprile – afferma – non è una ricorrenza da vivere in modo automatico. È una data che ogni anno ci chiede uno sguardo onesto sul presente, oltre che sul passato”. Panunzi richiama quindi una “trilogia inscindibile” della storia italiana: la Liberazione del 1945, la nascita della Repubblica il 2 giugno 1946 e la promulgazione della Costituzione il 27 dicembre 1947, entrata in vigore il primo gennaio 1948.
Un percorso storico che, secondo il vicepresidente, resta ancora oggi attuale, come dimostrato anche dal recente referendum del 22 e 23 marzo, che ha visto una partecipazione significativa dei cittadini a difesa dei principi costituzionali.
Nel suo intervento, Panunzi pone l’accento anche sul contesto internazionale, segnato da guerre e tensioni diffuse: “Il rischio più grande è l’assuefazione, come se il dolore degli altri potesse diventare normale”. Un monito forte, che richiama il valore attuale della Liberazione come scelta di coraggio e responsabilità.
Da qui l’invito a non cedere al cinismo e a continuare a credere nella possibilità della pace: “La memoria – conclude – non serve solo a ricordare ciò che è stato, ma a tenere aperta una prospettiva. È dentro quella prospettiva che dobbiamo continuare a trovare, insieme, ragioni di speranza”.