ANNO 16 n° 272
RSPP datore di lavoro: che cosa prevede la normativa attuale
20/12/2024 - 07:26

La figura del responsabile del servizio di prevenzione e protezione viene definita, dal punto di vista normativo, dal cosiddetto Testo Unico della Sicurezza, vale a dire il D. Lgs. n. 81 del 2008. Tale testo definisce i compiti fondamentali di chi svolge il ruolo di rspp per ciò che concerne l’organizzazione e la gestione della sicurezza in un posto di lavoro, al fine di tutelare la salute di tutti i lavoratori. Ci sono anche circostanze nelle quali può essere il datore di lavoro stesso a svolgere il ruolo di rspp, come scopriremo nelle prossime righe.

Quando il datore di lavoro può essere rspp

L’articolo 34 del decreto legislativo che abbiamo citato in precedenza disciplina i casi nei quali il datore di lavoro può essere anche il responsabile del servizio di prevenzione e protezione. Ciò dipende sia dalle caratteristiche dell’azienda che dal numero di dipendenti assunti. In sostanza, le figure di rspp e datore di lavoro possono coincidere nelle aziende della pesca che hanno non più di 20 dipendenti, nelle aziende agricole, artigiane, zootecniche e industriali che hanno non più di 30 dipendenti e nelle aziende di altri settori che hanno non più di 200 dipendenti.

Quali compiti devono essere svolti dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione

Come si può apprendere tramite la partecipazione a un corso rspp, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione è chiamato a svolgere diverse mansioni: per esempio l’analisi dei rischi che scaturiscono dall’attività svolta e la redazione del documento di valutazione dei rischi. Ogni rspp è tenuto a provvedere non solo alla propria formazione, ma anche al suo aggiornamento, che deve essere effettuato con regolarità. La legge obbliga gli rspp anche a garantire, eventualmente perfino in prima persona, la formazione dei dipendenti in materia di sicurezza, definendo le procedure di protezione e di prevenzione che è necessario attuare al fine di minimizzare o addirittura eliminare i rischi. Fra le mansioni del responsabile del servizio di prevenzione e protezione c’è anche la gestione dei mezzi, dei sistemi e delle persone per la protezione e la prevenzione dei rischi.

La formazione per un rspp

La normativa vigente è chiara quando fa riferimento al requisito della formazione per i responsabili del servizio di prevenzione e protezione, che rappresenta un obbligo da cui non si può derogare. Il comma 2 dell’articolo 34 del D. Lgs. n. 81 del 2008 stabilisce che il datore di lavoro che vuole ricoprire il ruolo di rspp è tenuto a prendere parte ad appositi corsi di formazione, la cui durata può andare da un minimo di 16 ore a un massimo di 48 ore, a seconda delle attività lavorative svolte in azienda e, quindi, dei rischi che si possono configurare sul posto di lavoro, in base a quanto sancito dagli Accordi Stato Regioni. In particolare, è l’Accordo Stato Regioni del 21 dicembre del 2011 a definire sia le modalità di erogazione dei corsi che i contenuti minimi che li devono caratterizzare.

Quanto dura un corso per rspp datore di lavoro

Nel caso di aziende classificate a rischio basso, la durata del corso per rspp datore di lavoro è pari a 16 ore; nel caso di aziende classificate a rischio medio, la durata del corso per rspp datore di lavoro è pari a 32 ore; nel caso di aziende classificate a rischio alto, la durata del corso per rspp datore di lavoro è pari a 48 ore. La definizione del livello di rischio dipende dal settore Ateco di cui fa parte l’azienda.

Moduli e argomenti dei corsi

Il modulo 1 del corso di formazione è dedicato alle tematiche giuridiche e normative; il modulo 2 riguarda l’organizzazione e la gestione della sicurezza; il modulo 3 è di carattere tecnico e coinvolge l’identificazione e la valutazione dei rischi; il modulo 4, infine, ha a che fare con la formazione dei lavoratori, ed è di natura relazionale. Vale la pena di precisare che una volta ogni 5 anni è necessario seguire corsi di aggiornamento, sempre con le stesse modalità, per una durata di 6, di 10 o di 14 ore a seconda che l’azienda sia classificata a rischio basso, a rischio medio o a rischio alto.






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