ANNO 16 n° 275
Quel pentimento di Renatina arrivato
dalla sera alla mattina
La Regione Lazio e la spendig di pił
19/09/2012 - 08:38

di ARNALDO SASSI

Renata Polverini? Una donna con le palle. Almeno a parole, visto il discorso durissimo, a tratti drammatico, pronunciato lunedì pomeriggio alla Pisana per tentare di arginare lo scandalo Fiorito. Ma se sarà tutto oro quello che luccica lo si vedrà solo nelle prossime ore, perché chiedere ai polli (in questo caso tutti i gruppi consiliari) come desiderano essere cucinati è tutt’altro che agevole.

E lo spirito di sopravvivenza rischia di far sì che alla fine si arrivi a qualche compromesso al ribasso in grado di accontentare la casta ancora una volta.

Il perché è semplice da spiegare. Primo punto: Renatina ieri è stata brava, anzi di più. Ma ha interpretato il ruolo di colei che aveva scoperto tutto quel marciume solo il giorno prima. Non è così: il magna magna regionale era noto a tutti da lunghissimo tempo. Tutti sapevano tutto, ma nessuno protestava, perché la pacchia era il minimo comun denominatore che consentiva a tutti di vivere a pancia piena a spese del povero contribuente. Se il capogruppo del Pdl Francesco Battistoni – per motivi che forse un giorno riusciremo a capire, o che forse sono chiarissimi – non avesse tolto il tappo alla cloaca, non sarebbe successo niente e alla Pisana si sarebbe continuato tranquillamente a gozzovigliare.

Secondo punto: la governatrice ha detto una grande verità: ''Non tutti hanno sbagliato alla stesso modo''. Vero. Francone Fiorito infatti, è quello che l’ha combinata più grossa, ma non è che Franchino Battistoni e tutti gli altri si siano comportati da angioletti, almeno nello sperpero di denaro pubblico. E in questo discorso va inserito anche il Pd di Esterino Montino, che giorni or sono si era vantato di aver pubblicato on line il bilancio del gruppo consiliare. Dopo avergli dato una scorsa, l’unico commento possibile è questo: ''Era meglio se non lo pubblicava''.

Nella lista della spesa infatti compaiono, per quel che riguarda il 2011, circa 80 mila euro fra cene politiche in ristoranti, agriturismi e hotel 5 stelle, cui vanno aggiunti, altri 23.042 euro per 'alberghi, ristoranti e bar'. Totale: oltre 100 mila euro. Molto gettonata, se andiamo a vedere il Viterbese, l'enoteca della Tuscia, nella quale il Pd del Lazio ha speso 8.000 euro. La prima volta fu il 2 maggio 2011. Si era da dodici mesi insediata Renata Polverini e il partito organizzò il convegno ''Un anno di opposizione alla Regione''. Il clou però fu a fine anno, coi 4.500 euro impiegati per non meglio specificate 'spese di rappresentanza feste di Natale', sempre alla medesima enoteca.

E i rapporti coi media? La pratica bipartisan delle interviste a pagamento nelle tv locali agli eletti, che in Emilia ha scosso il Movimento Cinque Stelle, sembra infatti essere diffusa anche attorno a Roma. Almeno così verrebbe da pensare a giudicare dai 41 mila euro versati dal Pd nel 2011 all'emittente Teleuniverso: 25 mila, si legge nella causale delle ricevute, per la 'realizzazione e messa in onda di 10 servizi e 13 trasmissioni de Il nodo' e altri 16 mila per pubblicizzare l'attività del gruppo Pd nella provincia di Frosinone.

E allora, proviamo a tirare qualche conclusione, usando il buon senso: finché l’Italia ha vissuto i tempi delle vacche grasse, si poteva fare tutto perché tanto nessuno se ne accorgeva. Il problema è arrivato quando s’è trattato di tirare la cinghia perché il sistema rischiava di crollare: il cittadino è stato bastonato, ma la politica – o meglio, la casta – ha pensato di poter mantenere intatti o quasi i suoi privilegi. Innescando tra l’altro vergognose lotte fratricide,il più delle volte interne ai partiti, per la conquista del potere (gestionale ed economico) a tutti i costi. Non rendendosi conto che prima o poi la nave – e qui ha ragione Renatina – avrebbe fatto la fine della Costa Concordia.

Conclusione: alzi la mano chi di voi pensa che questa classe politica possa rigenerarsi, cospargersi il capo di cenere, e cambiare da un giorno all’altro i propri cromosomi.

Ah già, ma questo è qualunquismo.

 






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