ANNO 16 n° 273
Nuove Terre, la regista
Comencini racconta
l’agricoltura sociale
Coinvolta l'Unitus nel progetto
05/11/2015 - 02:00

VITERBO - È stato presentato in anteprima nazionale, venerdì 30 ottobre, il documentario ''Nuove Terre'', firmato dalla regista Francesca Comencini con la collaborazione di Fabio Pellarin. Nel progetto, fondamentale è stata la collaborazione di Idea 2020, spin-off dell’Università degli Studi della Tuscia, fondato e presieduto dal professor Saverio Senni, che ha fornito una consulenza scientifica per la realizzazione de progetto cinematografico.

Idea 2020 è uno Spin-off dell’Università degli Studi della Tuscia che opera nel settore dell’agricoltura e dello sviluppo rurale, adottando strategie e approcci che coniughino sviluppo economico, responsabilità ambientale ed inclusione sociale, a livello nazionale ed internazionale''.

Ideato e realizzato da Madcast Srl, ''Nuove Terre'' è un progetto finanziato dal Mipaaf: si tratta di cinque cortometraggi che hanno come filo conduttore l’agricoltura sociale. Storie diverse, ambientate in luoghi diversi, ma tutte accomunate da esperienze in cui l’attività agricola è il mezzo per promuovere azioni co-terapeutiche, di riabilitazione e di coinvolgimento attivo di persone svantaggiate, a rischio di esclusione sociale.

All’incontro, che si è tenuto a Roma a Palazzo dell’Informazione, hanno partecipato Alessandra Pesce del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali , Francesco Castaldo e Giovanni Madonna della casa di produzione cinematografica Madcast e Saverio Senni, presidente dello spin-off Idea 2020 dell’Università della Tuscia.

''Ringrazio gli autori del progetto ‘Nuove Terre’ – ha detto Andrea Olivero, Vice Ministro del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali - per la capacità di rappresentare l’agricoltura con occhi nuovi. Questo approccio lontano dagli stereotipi ha saputo dare voce e poesia alle tante persone che si sono avvicinate all’agricoltura sociale, ha saputo cogliere le sfumature dei percorsi di ciascuno, allo stesso tempo è evidente che quelle storie sono accomunate dalla stessa idealità che oggi rappresenta la nuova frontiera del mondo agricolo: fare dell’inclusione e della sostenibilità ambientale una sorta di ritorno al futuro''.

Entusiasta la regista Francesca Comencini: ''Ho cercato, in questo progetto sull’agricoltura sociale, di mettere a fuoco le persone, le loro storie, i loro volti, le loro mani – ha spiegato. Sono nuovi agricoltori che, attraverso esperienze diverse, sono approdati, per scelta o necessità, in modo tardivo o inatteso, al lavoro antico e faticoso dell’agricoltura. I loro gesti ripetuti, i loro fiati, la loro inesperienza che diventa meraviglia, hanno catturato il mio sguardo. Osservare le vite degli altri è la cosa che più amo fare e che più mi fa sentire viva, a mia volta. È stato dunque un circolo vitale questo lavoro documentario. Molto intenso''.

Saverio Senni, presidente dello spin-off Idea 2020 dell’Università della Tuscia che, tra le altre cose, ha avuto il ruolo di proporre le realtà dove realizzare le riprese, ha precisato: ''L’obiettivo di ‘Nuove Terre’ non è raccontare cosa sia l’agricoltura sociale, ma raccontarne lo spessore umano e Francesca Comenicini è riuscita a catturare al meglio la profondità e anche ‘poesia’ di tutto ciò''.

I cinque cortometraggi riguardano due esperienze in Piemonte; una in Toscana; una a Roma e un’esperienza in Calabria in un contesto più difficile, dove si affronta anche il tema dei beni confiscati alla ’ndrangheta. ''Quest’ultima esperienza calabrese è particolarmente interessante perché rivolta al reinserimento di donne con vari problemi di marginalità'', ha concluso Senni.

Sul sito www.nuoveterre.com è possibile conoscere le esperienze filmate, visionare i trailer dei cinque cortometraggi e richiederne la visione completa.






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