

Riceviamo e pubblichiamo
Prendo spunto dalla recente protesta contro lo sversamento dei rifiuti “romani” nelle discariche del nostro territorio per fare qualche riflessione sulla gestione di questo ciclo nella nostra come in tantissime città del Paese.
Il miglioramento di una città per renderla più vivibile, più moderna, nel senso civico del termine, passa anche da una gestione razionale del ciclo dei rifiuti. Tutti concordano sull’indispensabilità della raccolta differenziata ma nessuno ancora si è fatto carico di percorrere questa strada fino in fondo. Sento parlare spesso di educazione del cittadino ma questa non potrà mai concretizzarsi senza una spinta forte che parta da chi amministra il territorio. E’ ancora troppo radicato il pensiero che differenziare sia giusto ma inutile, si è convinti che tanto poi tutti i rifiuti confluiscano comunque in discarica, vanificando il lavoro di noi cittadini. La strada è informare non tanto sulla bontà del concetto del riciclo, sul quale ormai c’è ampio consenso, ma sui risultati che questo produce sul ciclo stesso dei rifiuti. Bisogna rendere partecipe il cittadino ai benefici che un comportamento virtuoso produce sulla comunità e sul proprio territorio. Bisogna superare il concetto delle isole ecologiche e spingere sulla raccolta porta a porta. Responsabilizzare il singolo è l’unica strada per raggiungere obiettivi che oggi possono sembrare lontanissimi. Ognuno deve essere consapevole che il proprio comportamento virtuoso non solo è giusto, ma è anche misurabile e può mettere in moto meccanismi premianti o meno, a secondo dell’impegno profuso. E’ banale dirlo, e forse anche poco “politically correct”, ma uno degli stimoli più efficaci è proprio la leva economica. Oggi un comportamento virtuoso di chi ricicla tutto e quello sconsiderato di chi non lo fa affatto non produce alcun effetto sulla tassa di smaltimento che ognuno di noi paga. La raccolta porta a porta rende visibile e tangibile il comportamento del singolo cittadino e dovrebbe generare una tassazione progressiva collegata al proprio operato. Conosco bene la realtà dei paesi scandinavi, che frequento spesso per motivi familiari. Lì la raccolta porta a porta è ormai pratica consolidata, lì il comportamento più o meno virtuoso è premiato o penalizzato con diversi livelli di tassazione. Sento spesso dire che si potrebbe migliorare la gestione di una comunità copiando i comportamenti di quelle più virtuose. Questo concetto lo condivido in pieno e, da privato cittadino, spesso mi chiedo perché venga così poco applicato.
Andrea Moretti -Italia Futura Viterbo
Candidato alla Camera dei deputati per la lista “Scelta Civica con Monti per l’Italia