


CIVITA CASTELLANA - (A.S.)'Salviamo la via Sacra dei Falisci e riportiamola al suo antico splendore, solo così potremo salvaguardare un pezzo della
nostra storia e valorizzare un itinerario turistico che appartiene alle nostre radici storico-culturali'. Commenta così il consigliere dei 5 stelle Valerio Biondi, al termine dell'escursione lungo l'antica Via Sacra, in compagnia del Prof. Giancarlo Costa e dei volontari dell'associazione Tesori della Tuscia, per ribadire la volontà di non lasciare nell'abbandono più totale quello che, da un punto di vista storico-naturalistico, rappresenta la storia dei nostri antenati, e ciò che loro stessi hanno voluto tramandare.
'Oggi - prosegue Biondi - molto di ciò che è rimasto resta nell'incuria, ricoperto da erbacce e da una fitta vegetazione, in alcuni punti talmente impenetrabile che si è reso necessario l'uso di un macete. Per non parlare
della spazzatura accantonata un po' ovunque, insomma, uno spettacolo non proprio decoroso. Senza contare poi il problema delle fognature che riguarda tre punti strategici a Civita Castellana: vicino il ponte Clementino, nei pressi del parcheggio del Maurys e lo scarico che termina presso la cava del lupo, vicino via delle Colonnette. Se non vengono risolti in primis questi problemi - prosegue - è impensabile programmare itinerari con tanto di turisti al seguito.
Un'altra criticità che abbiamo riscontrato è stata quella del famoso ponte Celio a schiena d'asino, orfano di lavori di ristrutturazione iniziati nel 2015 e mai terminati. Anche lì servirebbe un restauro urgente.
Siamo consapevoli che seppur riversando in una situazione critica, l'intera area abbia delle potenzialità dal punto di vista archeologico, storico e culturale e perchè no anche naturalistico, per gli amanti del trekking e della natura.
Fondamentali a questo scopo sarebbero fondi pubblici destinati a interventi mirati sul territorio, almeno nella prima fase.
Se il sito venisse adeguatamente rivalorizzato e dunque fruibile da un punto di vista turistico, si potrebbero fare delle rievocazioni storiche e delle cerimonie tanto care ai nostri antenati'. Fondamentale, a questo punto, sarà la sinergia tra amministrazione e enti locali, come ha sottolineato Giulia Gennari, volontaria dell'associazione Tesori della Tuscia:'Questa parte della città nasconde un grande tesoro. Il sito è di notevole interesse storico e archeologico. Lo stato di conservazione però è scadente anche se lungo il percorso sono emerse delle tombe (appartenenti a famiglie aristocratiche) e un ninfeo di notevole fattura. Speriamo che si riesca a far crescere nei cittadini e soprattutto nelle istituzioni l'interesse per poter portare avanti con successo questo progetto di rivalorizzazione del territorio'.