ANNO 16 n° 274
Inaugurato il nuovo negozio Scaccino
Taglio del nastro del sindaco Angelelli
26/03/2011 - 16:54

Sabato 19 Marzo l’inaugurazione del nuovo locale più in voga di Civita Castellana e dintorni.

La soglia del negozio è stata possibile dopo il taglio del nastro fatto dal sindaco Gianluca Angelelli e dalla benedizione del Vescovo Mons. Romano Rossi, il quale si è dimostrato in maniera divertente al passo con i tempi. Il 18 è stata organizzata dai proprietari una pre-apertura apposita per la stampa, dove hanno partecipato tutti i giornalisti di varie testate e siti internet. Il locale, che per anni è stato simbolo del centro storico del paese, ha deciso di dare una svolta di carattere architettonico, dove ha contribuito in maniera sostanziale l’architetto Balducci, il quale ha spiegato la sua impresa: “Sin dall'inizio la sfida, in accordo con la committenza, era chiara: concepire e realizzare velocemente un oggetto architettonico capace di accogliere una superficie commerciale/espositiva che rispondesse ai requisiti attuali di un mercato fresco e dinamico come quello della moda.

La reazione è stata immediata, volumetria semplice e decisa, introversa e trasparente, presente ma non invasiva perché è sembrato subito evidente che il protagonista assoluto dovesse essere il prodotto esposto. Da qui la scelta di aprire grandi e fluide vetrate verso il fronte urbano al fine di accompagnare il cliente nel passeggio quotidiano. La luce frontale e zenitale che si diffonde vivida nel bianco interiore, rende ancor più forte e brillante la varietà dei capi in vendita.

Luce intesa come forza progettuale ma anche Luce intesa come energia, infatti per la piccola cittadina di Civita Castellana questo intervento rappresenta probabilmente uno dei primi esperimenti di sviluppo sostenibile, in quanto grazie ai 600 mq di pannelli fotovoltaici, integrati nella copertura, questo organismo architettonico è in grado di annullare totalmente il proprio impatto energetico sull'ambiente. La scelta del Rosso Vissuto e dell'acciaio Corten come finitura esterna derivano proprio dalla volontà di ricercare un'esperienza cromatica e progettuale cara ai nostri luoghi, fortemente connessa con i colori tradizionali del paesaggio e con la memoria industriale del contesto urbano'.

Serena D’Ascanio

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