ANNO 16 n° 274
''Gił le mani da Laziodisu Viterbo''
I rappresentanti degli studenti universitari contro la soppressione della sede
territoriale proposta dall'assessore regionale all'istruzione Gabriella Santinelli
16/03/2012 - 00:56

di Domenico Savino

VITERBO - L'ipotesi della cancellazione di Laziodisu Viterbo lascia l'amaro in bocca agli studenti dell'Università della Tuscia. C'è un mix di rabbia e rassegnazione nelle parole dei loro rappresentanti all'interno del consiglio d'amministrazione territoriale dell’agenzia al diritto allo studio della Tuscia.

C'è da registrare che l'organismo è stato in carica fino al 2011 ed è composto da sette membri (presidente, direttore, segretario verbalizzante, un componente che fa riferimento al Comune, un altro afferente la Provincia e due portavoce degli studenti). Tuttavia tali cariche non sono state rinnovate in quanto restano vacanti la caselli degli emissari degli enti pubblici e l'attività si è bloccata.

''Con la proposta di legge di chiusura dell'agenzia viterbese - attacca Francesco Catitummino, siciliano laureando presso la facoltà di beni culturali, uno dei delegati degli universitari - c'è una minore tutela del diritto degli studenti. In questo modo si va verso un'uniformità dei benefici: quelle che sono le esigenze di Roma diventeranno quelle di Viterbo e viceversa. Si risponde ad esigenze diverse nello steso modo: due pesi e una misura. Facendo così si impoveriscono le piccole realtà e penso anche a Cassino, che sta vivendo lo stesso problema''.

La situazione di Viterbo non è delle più rosee: ''Proprio ieri mi hanno chiamato dei ragazzi - continua Catitummino - dicendomi che erano state saldate delle pendenze dell'anno accademico 2010/2011 e altri casi di ritardati pagamenti risalenti a contributi del 2009/2010 e fenomeni isolati del 2008/2009. Quando chiediamo spiegazioni ci viene riferito di parlare con Roma e viceversa: anche i ragazzi sono disorientati di fronte a questi disservizi e questo è dovuto al fatto che abbiamo una rappresentanza territoriale pari a zero''.

L’altra rappresentante degli studenti è Maria Francesca Zozzi, anche lei frequenta i corsi di laurea a Beni culturali e parla anche di proposte: ''La centralità non funziona  - afferma – accorpare tutto sulla Capitale non porta a un risparmio. Non si può pensare che Roma, Viterbo e Cassino abbiano le stesse esigenze. Inoltre ogni agenzia è necessario che abbia un minimo di autonomia finanziaria per sbrigare le pratiche più impellenti. Se si vuole risparmiare si dovrebbe intervenire sui quadri dirigenti che spesso non hanno contezza di quello che succede a noi studenti, mentre l’attività è gestita da funzionari che lavorano da anni e che sono precari''.

Il timore di Zozzi ''è che vengono eliminati dei servizi agli studenti. L’ultima volta che abbiamo incontrato l’assessore regionale Sentinelli ci aveva parlato di un riordino del diritto allo studio e delle agenzie locali. Ma secondo noi si tratta di una vera e propria cancellazione''.

Si parla di crisi e di tagli e Francesco Catitummino entra a gamba tesa: ''In questa vicenda chi perde sono gli studenti. Capisco che si vogliono tagliare le spese, ma non comprendo perchè si infierisce sulle sedi periferiche. Si guardi piuttosto agli sprechi delle sedi centrali se si vuole risparmiare''.






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