

VITERBO - Diocesi e fedeli in lutto per la morte, avvenuta nel pomeriggio di oggi, di monsignor Salvatore del Ciuco.
Classe del 1927, Del Ciuco si trovava da qualche tempo nella casa di cura Villa Rosa. Dallo scorso autunno, per via dell'avanzata età, aveva smesso di celebrare la messa della domenica in Cattedrale.
E proprio nella Cattedrale, luogo a cui monsignor Del Ciuco era particolarmente legato, lunedì 25 marzo, alle 15, si terranno le esequie che saranno celebrate dal vescovo Lino Fumagalli.
Vicario della Curia di Viterbo, monsignor Del Ciuco, era anche il direttore del Museo Colle del Duomo, struttura attigua al Duomo, dove sono esposti paramenti sacri e opere appartenenti alla Curia e nel quale era solito passare molto tempo.
Durante la sua vita ha scritto numerosi volumi dedicati alla città di Viterbo, come ''Giacinta Marescotti, una Santa moderna'', edito nel 2007 e “Viterbo e i Papi”, uno scritto di circa 150 pagine pubblicato in occasione della venuta a Viterbo di Papa Benedetto XVI. Proprio in quella occasione, lo stesso Del Ciuco consegnò al pontefice un'edizione particolare rilegata in pelle bianca.
A pochi giorni dall'incontro con il Santo Padre scrisse: ''Se mi chiedete di descrivere quello che ho provato in quel momento non ci riesco facilmente. Certe emozioni bisogna viverle. Posso dire che visto da vicino, appunto, Papa Ratzinger mi ha sorpreso per la semplicità addirittura disarmante, della sua umanità. Avevo di Lui una certa immagine, avallata spesso dai media, di un intellettuale distaccato, serioso ed accigliato. Improvvisamente te lo trovi davanti sorridente come se ti avesse da sempre conosciuto, che ti ringrazia per il libro che gli hai donato, che ti mette subito a tuo agio, con un tocco in più di umanità semplice e cordiale nello stringere per primo le tue mani come farebbe un caro amico''.
Di seguito il testo integrale della nota diffusa dalla curia.
Monsignor Salvatore del Ciuco è entrato nella casa del Padre. La diocesi di Viterbo, con il suo vescovo e l’intero presbiterio, ne partecipa la notizia, ricordando con affetto e gratitudine la sua persona e il suo generoso servizio.
Nato a Viterbo, nel quartiere di Pianoscarano, nel 1927, viene ordinato sacerdote nel 1949 e per oltre sessant’anni svolge il suo ministero in città ricoprendo vari incarichi tra cui rettore del seminario minore di Viterbo e Tuscania, direttore dell’ufficio catechistico diocesano, canonico sacrista della chiesa cattedrale, direttore dell’ufficio ecumenismo e dialogo e vicario episcopale per le relazioni e la promozione culturale.
Dire don Salvatore è dire Viterbo. Nel corso dei suoi lunghi anni di sacerdozio, i frequenti articoli sui quotidiani locali e le sue numerose pubblicazioni rivelano un cultore appassionato della storia e delle tradizioni – ecclesiali e civili – della città e del territorio. Era innamorato della sua Viterbo, che lo ha visto sempre impegnato perché non dimenticasse le sue radici e il suo glorioso passato, convinto che il coltivare la memoria è fondamento solido per la costruzione di un futuro più certo e sicuro.
Don Salvatore ci lascia proprio all’inizio della settimana santa nella quale la chiesa celebra il mistero del Cristo morto e risorto. In questa luce, l’animo si apre alla speranza dell’eternità beata nella quale don Salvatore è entrato, atteso e accompagnato sicuramente dalla nostra piccola e grande santa Rosa.
La salma giungerà in cattedrale alle ore 12.00 di lunedì 25 marzo dove rimarrà esposta fino alle ore 15.00 per i funerali presieduti dal vescovo di Viterbo monsignor Lino Fumagalli.
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