

VITERBO - ''Molti organi di stampa riportano che numerosi calciatori sono stati sentiti dalla Procura di Bari nella qualità di indagati. Gli articoli dimostrano la validità delle dichiarazioni Masiello''. Così il Procuratore federale Stefano Palazzi, ha fatto allegare agli atti del processo d'appello al Calcioscommesse, in corso a Roma, alcuni articoli di giornale sulle recenti indagini della Procura di Bari, per dimostare la credibilità del pentito Andrea Masiello e ''incastrare'' Leonardo Bonucci accusato di essere coinvolto nella presunta combine di Udinese-Bari del maggio 2010 e prosciolto in primo grado.
''Il fatto che Bonucci si trovasse in ritiro con la Nazionale non rappresenta un alibi - ha spiegato Palazzi ai giudici della Corte di Giustizia federale -: Masiello aveva avuto modo di parlare della proposta alterativa in pullman. Ed è inverosimile il risentimento e l'invidia di Masiello per lo sviluppo di carriera avuto da Bonucci per formulare accuse così gravi''.
Palazzi ha chiesto quindi di ''riformare integralmente le decisioni della Disciplinare e di accogliere le richeste già formaulate da questo ufficio'' (4 anni per Belmonte, 3 anni e 6 mesi per Bonucci e Salvatore Masiello, un anno a Pepe e 50mila euro di ammenda all'Udinese ndr).
''Qualora non fosse riscontrata in maniera sufficiente la manifesta volontà di Belmonte e Bonucci ad alterare la gara - ha aggiunto il Procuratore -, in via del tutto subordinata, chiedo la derubricazione da illecito in omessa denuncia e le loro squalifiche di un anno''.
Ma la difesa del difensore della Juventus e della Nazionale è andata subito al contrattacco: ''Andrea Masiello si contraddice e non dice la verità. Bonucci è invece credibile, come ha detto la Procura di Bari, che non l'ha mai indagato e l'ha ascoltato solo come persona informata sui fatti'' ha dichiarato Gian Pietro Bianchi, legale del giocatore viterbese.
''Per Masiello inizialmente questa partita non esiste - fa notare l'avvocato -, ma più avanti chiede di essere ascoltato nuovamente dalla Procura di Bari perché ha una sola preoccupazione: a fronte di un illecito contestato, non vuole rischiare il reato associativo. Ecco perché il 4 aprile, di fronte al giudice per le indagini preliminari Masiello corregge il tiro, rivelando di aver parlato con i compagni di squadra Belmonte, Bonucci e Salvatore Masiello sul campo di allenamento. All'osservazione del giudice: 'ma Bonucci non poteva essere al campo', Masiello osserva che il colloquio era avvenuto prima della partenza di Bonucci per il ritiro della Nazionale. Soltanto dopo, nell'interrogatorio successivo, Masiello ricorda di avere parlato con Bonucci sul pullman, nel viaggio verso lo stadio di Udine''.
''Come può la Procura sostenere che Masiello specifica in modo coerente e non contradditorio il momento ni cui parlò della presunta combine con Bonucci?'', si domanda Bianchi.