

Era il 28 ottobre 1991 quando la tanto discussa Tav, ferrovia ad alta velocità Torino-Lione venne tenuta a battesimo nelle sale di Villa Lante a Bagnaia.
Durante il vertice italo-francese di 21 anni fa, infatti, venne presentato il primo studio di fattibilità della linea: 270 chilometri di cui 81 sul nostro territorio (il 30%) destinati al trasporto di merci e passeggeri.
All’incontro avevano partecipato il presidente del consiglio dei ministri italiano Giulio Andreotti e il presidente della repubblica francese François Mitterrand. La data di nascita ufficiale dell’opera risale a quattro mesi prima. Nel giugno del ‘90, infatti, durante un summit tenuto a Nizza, in Costa Azzurra, i governi italiano e francese convennero sull'opportunità di studiare un nuovo collegamento tra i due paesi. Lo studio di fattibilità dell'opera venne affidato ai rispettivi enti ferroviari il successivo 18 ottobre 1991. Quello di Villa Lante, appunto. Il vertice italo-francese si tenne a Viterbo grazie a Santino Clementi, allora presidente dell’Azienda autonoma di cura soggiorno e turismo, intimo di Andreotti. Lo stesso presidente del consiglio, in un intervista, dichiarò che Villa Lante era stata scelta come sede del vertice (e villa Fani per ospitare la delegazione transalpina) su richiesta “indiscutibile del caro amico Santino”.
Per l’occasione, Andreotti alloggiò nell’eremo di Sant’Antonio alla Palanzana. E fu nel piccolo refettorio del convento che accolse i giornalisti che, su intercessione di Clementi, ottennero una breve intervista. Alla cinque del mattino.
Il tunnel della discordia, quello che da giugno ha portato nuovi scontri e nuove barricate in Val di Susa, corre per sette chilometri e 400 metri da Chiomonte dritto nella pancia del Moncenisio. Sette chilometri e 400 metri di galleria di servizio che andranno tra cinque anni a congiungersi ai 57 del maxi tunnel italo-francese, il cuore della Torino-Lione che va da Susa a Saint Jean de Maurienne: 44,5 chilometri in terra d'Oltralpe (77%) e solo 12,5 (23%) in territorio nostrano.
Gli incidenti più gravi scoppiano nel dicembre 2005 quando le forze dell'ordine allontanano i manifestanti, i cosiddetti NoTav, che nella notte riconquistano il presidio. Lo stesso anno, per trovare una soluzione condivisa, nasce l'Osservatorio tecnico, guidato dal commissario di Governo Mario Virano. L'intesa è siglata dal Governo e dagli enti locali il 10 dicembre 2005.
La protesta dei manifestanti si riaccende nel maggio del 2010 quando arrivano le prime squadre di operai per recintare il cantiere di Chiomonte, ma vengano fermati da una sassaiola.
L’ultima manifestazione contro la Tav risale alla scorsa settimana. Tra i feriti 29 uomini delle forze dell’ordine e manifestanti, blocchi stradali e incendi. Durante la protesta di lunedì 27 febbraio in Val di Susa, Luca Abba', militante No Tav era rimasto ferito in seguito alla folgorazione e alla caduta da un palo dell'alta tensione, è fuori pericolo.