ANNO 16 n° 306
'A Civita Castellana cala l'occupazione e i redditi familiari'
Il circolo Enrico Minio fotografa la condizione sociale ed economica della cittą della ceramica in un report
02/11/2026 - 07:01

 

CIVITA CASTELLANA - Scende l'occupazione e con essa i redditi familiari, insomma Civita Castellana non è più quell'isola felice che trainava il benessere economico nella Tuscia con cui si è contraddista negli anni. A fotografare la situazione socio-economica della città della ceramica è stato il circolo Enrico Minio spulciando i dati Istat del 2023.

'Abbiamo prodotto questo report - spiegano i promotori - al fine di pubblicare una inchiesta sul tema. Dai dati emerge che Civita Castellana non è più un’isola felice, il disagio e le difficoltà sono presenti oltre la media nazionale e spesso anche oltre quella provinciale. Abbiamo un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale ed una presenza superiore di famiglie a basso reddito Numeri impensabile fino a qualche anno fa. La nostra economia risulta ancora legata in gran parte all’industria ceramica e questo in un momento di crisi della produzione dovuta a guerra, sanzioni, costo dell'energia, politiche di deindustrializzazione, influisce negativamente sull’occupazione e sulla diffusione del benessere.

Nonostante ciò l’industria si dimostra essere ancora un settore meno soggetto al precariato e con stipendi più alti (anche se di poco) rispetto ad altri settori maggioritari nel resto della Provincia come commercio, turismo e agricoltura'.

'Un altro dato preoccupante - dichiarano infine - è quello legato alla demografica ed alle problematiche giovanili. Civita Castellana perde abitanti, non è più un polo attrattivo per l’immigrazione (in leggero calo percentuale) presenta una popolazione giovanile più bassa rispetto alla media nazionale ed il saldo naturale tra nascite e decessi è preoccupante.

La problematiche giovanili trovano poi conferma nel dato su coloro che non studiano ne lavorano (NEET) superiore alla media e nelle statistiche riferite alle dipendenze'.

'Partendo da questi numeri - concludono - ci impegneremo come circolo a fare un lavoro ancor più approfondito che porti a delle proposte fattibili che siano in grado di diminuire le differenze sociali e di andare verso la direzione di una città più giusta e solidale'.

FOCUS SUL REPORT:

ANZIANI SOLI SENZA CASA DI PROPRIETA’

Persone sopra ai 70 anni che vivono da sole e non hanno una casa di proprietà, a Civita Castellana sono il 9,6% , dato più alto della media italiana (8,9%) ed in linea con quello provinciale.

FAMIGLIE SENZA REDDITI DA LAVORO

Persone che vivono in famiglie in cui nessuno è occupato né riceve una pensione da lavoro, questo dato a Civita Castellana è dell’11,7% abbastanza più alto della media nazionale (9,7%).

Un dato più alto anche rispetto agli altri e due Comuni più grandi della Provincia , Viterbo (10,8%) e Tarquinia (10,1%) e superiore anche a quello di Roma (10,9%).

FAMIGLIE A BASSO REDDITO

Persone che vivono in famiglie con un basso reddito equivalente. Anche questo dato è più alto della media italiana (21,3%) e di quella provinciale.

A Civita Castellana è al 23,2%, Viterbo 21,8%, Tarquinia 19,1%.

TASSO DI OCCUPAZIONE

Occupati sul totale della popolazione tra 15 e 64 anni.

Il dato di Civita Castellana è sensibilmente inferiore a quello nazionale 59,0% contro il 62,7%, anche Viterbo presenta un dato più alto, del 64,2%, così come Tarquinia che ha il 60,0%.

BASSA INTENSITA’ LAVORATIVA

Persone di 0-64 anni che vivono in famiglie in cui si lavora poco rispetto al potenziale.

Anche in questo caso il dato di Civita Castellana è più alto della media italiana 15,5% contro il 14,00%.

LAVORO PRECARIO

Occupati di 25-64 anni con un'occupazione non stabile nel corso dell'anno.

Qui il dato di Civita Castellana è del 16,5% migliore rispetto alla media nazionale del 18,2% ed è uno dei migliori dati della Provincia.

BASSA ISTRUZIONE

Persone di 25-64 anni in famiglia con un basso livello di istruzione (titolo di studio uguale o inferiore alla licenza media).

Anche in questo caso il livello di Civita Castellana è maggiore rispetto alla media nazionale 32,3% contro il 31,9%.

In questo caso le differenze più evidenti sono tra piccoli centri e grandi città, e ciò avviene anche nella nostra provincia.

ABBANDONO, RIPETENZE SCOLASTICHE e TASSO DI LAUREATI

Studenti che lasciano la scuola o ripetono l'anno.

Il dato di Civita Castellana è in linea con l’andamento nazionale 6,3% contro il 6,4%, Viterbo ha il 5,7%, Tarquinia il 5,1%.

I laureati nel nostro Comune sono il 19,7% rispetto ad una media nazionale del 23% pesantemente inferiore rispetto a Viterbo (30,1%) e Tarquinia (22%).

GIOVANI CHE NON STUDIANO E NON LAVORANO

Giovani nella fascia d'età 15-29 anni né occupati né iscritti a un corso di studi (NEET).

In questo caso il dato del nostro Comune è preoccupantemente al di sopra della media nazionale 22,5% contro il 20,7%.

A Viterbo il dato risulta essere del 19,1% , a Tarquinia del 19,6%.

REDDITO MEDIO

Il valore del reddito medio di Civita Castellana (19.752 €) si attesta su valori prossimi alla media nazionale, superiore a quello medio alla Provincia (17.878 €) ma resta inferiore a quello di Viterbo (21.400 €) e di Tarquinia (19.858 €)

*dato aggiornato del 2026

 

DEMOGRAFIA:

Civita Castellana conta attualmente circa 15150 abitanti, con una tasso di natalità netta del -0,65% ,quindi senza l’afflusso migratorio ogni anno il nostro Comune perderebbe 97 abitanti, il dato è nella media della Provincia.

Gli stranieri rappresentano il 12,3% della popolazione, rispetto ad una media provinciale del 10,9% ed a una nazionale del 8,7%.

Attualmente il flusso migratorio risulta stabile e non presenta aumenti significativi.

La popolazione under 25 è del 20,7% inferiore alla media italiana del 22,2% mentre gli over 65 sono il 24,6% della popolazione , contro il 24,2% della media nazionale.

Le persone che vivono in famiglie beneficiarie di trasferimenti per l'esclusione sociale sono a Civita Castellana il 6,1% , contro una media nazionale del 6,5%, anche in questo caso Viterbo e Tarquinia presentano percentuali più basse del 5,5% e del 4,1%.






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