ANNO 16 n° 223
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«Abbiamo bisogno di più umanità»: l'addio di Viterbo a Benedetta Marino
Commozione e lacrime nella Basilica di Santa Maria della Quercia per i funerali della 23enne. L'omelia di Don Balsi: «Dietro il suo carattere forte c'era una grande fragilità, ora vivete per il suo bambino»

VITERBO – Un silenzio carico di dolore, spezzato solo dai pianti incessanti delle tantissime persone accorse per darle l'ultimo saluto. La comunità di Viterbo si è stretta questo pomeriggio attorno alla famiglia di Benedetta Marino, la giovane mamma di 23 anni trovata priva di vita lo scorso sabato 8 agosto all'interno dell'ex consorzio agrario di via Francesco Baracca, proprio il giorno successivo al suo compleanno.

La Basilica di Santa Maria della Quercia non è riuscita a contenere la folla commossa giunta per l'addio alla ragazza, nata il 7 agosto 2003, la cui tragica scomparsa – ora al centro delle indagini della Procura di Viterbo per chiarirne le esatte dinamiche – ha scosso profondamente l'intera città.

Toccanti le parole pronunciate durante l'omelia da Don Massimiliano Balsi, che ha tratteggiato il ricordo di Benedetta e inviato un forte richiamo alla riflessione collettiva: «Benedetta aveva un carattere forte, segnato da una profonda sensibilità e fragilità. La vita vi chiede di continuare con un grande dolore, ma anche con un grande amore, che siete chiamati a vivere gli uni nei confronti degli altri e, soprattutto, per il bambino che vi lascia. Un amore che voi, mamma e papà, avete vissuto con lei e che non può essere cancellato neanche dalla morte».

Il parroco ha poi invitato a non fermarsi ai giudizi ma ad accogliere la complessa realtà umana: «Dio non si pone mai di fronte a noi come un giudice. Tutti, credenti e non, abbiamo bisogno di saper cogliere il senso profondo della nostra vita, indagando le nostre fragilità. Accogliete Benedetta in un modo nuovo, con la stessa testardaggine e determinazione che aveva lei».

Rivolgendosi ai tanti giovani presenti e agli amici della ragazza, Don Balsi ha lanciato un monito contro la superficialità delle parole spese negli ultimi giorni: «Accogliete la vostra fragilità e, anche quando è difficile, permettete a chi vi sta accanto di esservi di luce. Dalla perdita di Benedetta ci arriva un messaggio chiaro: abbiamo bisogno di più umanità. In questi giorni abbiamo sentito tante parole e giudizi, ma la vostra sensibilità dov’è? Benedetta l’aveva. Condividere il dolore è un dono grande: ripartiamo da questo momento scegliendo la vita, nelle parole e nelle azioni».

Al termine della funzione, la salma è stata accompagnata all'uscita tra l'abbraccio commosso di amici e parenti, uniti nel ricordo di una giovane madre volata via troppo presto.




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