ANNO 16 n° 306
Women for Oncology Italy: a Viterbo le principali novità dell’oncologia internazionale
Il 5 novembre, all’Università degli Studi della Tuscia, i maggiori esperti italiani si confronteranno sui risultati presentati al congresso ESMO 2026. La responsabile scientifica Fabiana Letizia Cecere: «L’innovazione deve raggiungere tutti i pazienti, anche nei territori»

VITERBO - Il 5 novembre Viterbo ospiterà il meeting Post-ESMO di Women for Oncology Italy, appuntamento annuale dedicato alle principali novità della ricerca oncologica internazionale e alle loro ricadute sulla pratica clinica italiana. L’incontro, patrocinato dalla Asl di Viterbo, si terrà nell’Aula Magna di Santa Maria in Gradi dell’Università degli Studi della Tuscia e riunirà esperti di riferimento provenienti da tutta Italia.

Responsabile scientifica dell’evento è Fabiana Letizia Cecere, direttrice della U.O.C. Oncologia e Rete Oncologica della ASL Viterbo. «Sarà un’occasione di confronto sulle nuove frontiere della ricerca, sui risultati più significativi presentati al congresso ESMO e sulle prospettive che si aprono per la cura dei pazienti», sottolinea Cecere.

«Portare a Viterbo alcuni dei massimi esperti dell’oncologia italiana ha anche un forte valore simbolico: così come le competenze scientifiche di eccellenza possono convergere in una realtà territoriale, anche le innovazioni diagnostiche e terapeutiche devono poter raggiungere capillarmente i pazienti, indipendentemente dal luogo in cui vivono. È questo il significato più profondo delle reti oncologiche: trasformare il progresso della ricerca in opportunità concrete di cura, accessibili a tutti».

Ad aprire i lavori sarà la professoressa Valentina Guarneri, presidente di Women for Oncology Italy. Porterà inoltre il proprio saluto la professoressa Rossana Berardi, presidente eletta dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM).

L’edizione 2026 del congresso ESMO ha visto un contributo significativo della ricerca italiana, con protagonisti che saranno presenti anche all’incontro di Viterbo. Accanto alle novità cliniche, il congresso ha dedicato spazio anche alla leadership femminile in oncologia: nella sessione “The Leadership Futures Arena: From Visibility to Power – Designing the Next Generation of Oncology Leadership”, esponenti della task force ESMO Women for Oncology hanno discusso di leadership, empowerment e percorsi di crescita professionale. Per Women for Oncology Italy sono intervenute la dottoressa La Verde e la professoressa Garassino, fondatrice del gruppo.

Tra i risultati scientifici di maggiore interesse figura lo studio randomizzato di fase III TroFuse-005, presentato in sessione plenaria dalla professoressa Domenica Lorusso, componente del direttivo di Women for Oncology. Lo studio ha mostrato un miglioramento della sopravvivenza globale con sacituzumab tirumotecan, un anticorpo farmaco-coniugato, rispetto alla chemioterapia nelle pazienti con carcinoma dell’endometrio avanzato o recidivato, già trattate con platino e immunoterapia.

Nella stessa sessione plenaria sono stati presentati dati rilevanti anche per l’osteosarcoma, un tumore raro per il quale le opzioni terapeutiche sono limitate. Nello studio di fase III ARTEMIS-011, condotto in Cina su pazienti con osteosarcoma recidivato o refrattario dopo almeno due precedenti linee di terapia, l’anticorpo farmaco-coniugato risvutatug rezetecan ha migliorato significativamente la sopravvivenza libera da progressione rispetto a gemcitabina e docetaxel: 5,5 contro 1,4 mesi. I dati sulla sopravvivenza globale sono ancora immaturi.

Particolarmente rilevanti sono i risultati nel tumore polmonare a piccole cellule in stadio esteso, una malattia caratterizzata da prognosi severa e limitate opzioni terapeutiche. Nello studio di fase III DeLLphi-305, l’aggiunta di tarlatamab a durvalumab nella fase di mantenimento, dopo il trattamento iniziale di prima linea, ha determinato un importante miglioramento della sopravvivenza globale rispetto al mantenimento con il solo durvalumab: 21,1 mesi contro 12,7 mesi di sopravvivenza mediana, con una riduzione relativa del rischio di morte del 58%. Un risultato di grande interesse, che apre nuove prospettive proprio nella fase di mantenimento della terapia.

Numerosi aggiornamenti hanno interessato anche i tumori polmonari con mutazioni di EGFR. Le nuove opportunità terapeutiche si accompagnano a una crescente complessità diagnostica e all’esigenza di identificare con precisione i meccanismi di resistenza, per orientare le successive scelte di trattamento.

Grande interesse hanno suscitato anche i risultati dello studio di fase III INTerpath-001 nel melanoma operato ad alto rischio di recidiva. L’aggiunta a pembrolizumab di un vaccino terapeutico personalizzato a mRNA, sviluppato sulla base delle caratteristiche molecolari del tumore di ciascun paziente, ha ridotto significativamente il rischio di recidiva o morte. Si aprono così nuove prospettive per il trattamento postoperatorio, sebbene siano necessari dati di follow-up più maturi per valutarne l’impatto sulla sopravvivenza globale e sulle possibilità di guarigione definitiva.

In plenaria ha trovato spazio anche la ricerca accademica con lo studio MOIO, che ha valutato la possibilità di ridurre la frequenza delle somministrazioni di immunoterapia nei pazienti con malattia avanzata che avevano risposto al trattamento. La strategia di de-escalation non ha dimostrato la non inferiorità rispetto alla somministrazione standard e ha evidenziato un segnale sfavorevole sulla sopravvivenza globale, che ha contribuito all’interruzione anticipata dello studio. Un risultato che sottolinea l’importanza di sottoporre a una valutazione rigorosa anche le strategie finalizzate a ridurre l’intensità dei trattamenti.

«L’incontro di Viterbo sarà l’occasione per discutere non soltanto ciò che la ricerca rende oggi possibile, ma anche come portare queste innovazioni nella pratica clinica e garantire condizioni di accesso eque», conclude Cecere. «Il vero traguardo del progresso scientifico è fare in modo che le opportunità di diagnosi e cura non dipendano dal territorio in cui una persona vive».




Facebook Twitter Rss