


VITERBO – Una celebrazione intensa e partecipata ha accompagnato questa mattina le commemorazioni per l’80° anniversario della nascita della Repubblica Italiana. Viterbo si è ritrovata nel cuore del centro storico, tra piazza Martiri d’Ungheria e piazza San Lorenzo, per rendere omaggio a una delle date più significative della storia nazionale, ricordando il referendum del 2 giugno 1946 che segnò la nascita della Repubblica e l’ingresso delle donne nella vita democratica del Paese attraverso il diritto di voto.
La mattinata si è aperta con la deposizione di una corona d’alloro al monumento ai Caduti di piazza Martiri d’Ungheria. Successivamente le celebrazioni si sono spostate in piazza San Lorenzo, impreziosita dal grande tricolore calato dal campanile della cattedrale che ha fatto da sfondo alla presenza delle autorità civili, militari e religiose, dei rappresentanti dei Comuni della Tuscia e delle associazioni del territorio.

Nel suo intervento, la sindaca Chiara Frontini ha richiamato il significato profondo della scelta compiuta dagli italiani ottant’anni fa, soffermandosi sul valore del suffragio universale e sul ruolo fondamentale svolto dalle donne nella costruzione della nuova Italia democratica.
“Per la prima volta la cittadinanza italiana si esprimeva nella sua interezza. Per la prima volta la democrazia assumeva il volto di un popolo intero”, ha ricordato la sindaca, sottolineando come la Repubblica sia nata anche grazie al contributo delle donne che, durante la guerra, sostennero il peso delle famiglie e delle comunità nei momenti più difficili.
Frontini ha poi invitato a considerare la Repubblica non soltanto come un assetto istituzionale, ma come una promessa fondata sui valori della libertà, della dignità della persona, della solidarietà e della partecipazione. Un patrimonio che, ha evidenziato, deve essere custodito e rinnovato quotidianamente da ogni cittadino.

A ribadire il legame tra istituzioni e territorio è stato il presidente della Provincia Alessandro Romoli, che ha ricordato come la Repubblica trovi la sua espressione più concreta nei Comuni, nelle scuole, nelle associazioni e in tutte quelle realtà che ogni giorno contribuiscono alla crescita della comunità.
Particolarmente significativo anche l’intervento del prefetto Sergio Pomponio, che ha richiamato il senso di appartenenza nazionale e l’orgoglio per il contributo che l’Italia ha saputo offrire nel corso della sua storia.
“In tutti voi ci sia la fierezza e la fedeltà per questa ricorrenza – ha dichiarato –. Fierezza per la nostra appartenenza identitaria ad un Paese che ha contribuito con l’ingegno, la cultura, il lavoro e la passione dei suoi figli al progresso dell’Europa, dell’Occidente e del mondo intero”.

Le celebrazioni si sono concluse con la consegna di undici onorificenze conferite dal Presidente della Repubblica a cittadini distintisi per il loro impegno civile e sociale e con l’assegnazione di una medaglia al valore, momento particolarmente sentito che ha suggellato una giornata all’insegna della memoria, della gratitudine e dell’identità nazionale.
Alla ricorrenza è intervenuta anche Luisa Ciambella, coordinatrice del Movimento Lista Civica Rocca Presidente – Per il Bene Comune, che ha ricordato come il referendum del 1946 abbia rappresentato una svolta decisiva per la democrazia italiana.
“Ottant’anni fa gli italiani scelsero la Repubblica, aprendo una nuova stagione di libertà e partecipazione. Custodire oggi quella scelta significa impegnarsi quotidianamente per rafforzare il rapporto tra istituzioni e cittadini e costruire una società più inclusiva e solidale”.
Una giornata che ha visto Viterbo stringersi attorno ai simboli della Repubblica, rinnovando il valore di una scelta che continua a rappresentare il fondamento della vita democratica del Paese e una responsabilità condivisa da trasmettere alle nuove generazioni.