ANNO 16 n° 290
Viterbo, scontro sulle multe agli scooter del Buratti: «Il Comune ascolti gli studenti»
Azione Studentesca contro le sanzioni. Gioventł Nazionale si schiera al fianco dei ragazzi e chiede un tavolo di confronto per individuare nuove soluzioni

VITERBO – Le multe agli scooter degli studenti del liceo classico e linguistico Mariano Buratti riaccendono il dibattito sulla mobilità scolastica a Viterbo. Dopo i verbali elevati nei pressi dell’istituto, i ragazzi di Azione Studentesca sono scesi in piazza per chiedere all’amministrazione comunale di affrontare il problema della sosta e delle difficoltà quotidiane di chi raggiunge la scuola, soprattutto da fuori città.

La protesta si è svolta davanti al Comune, dove gli studenti hanno inscenato un’iniziativa simbolica indirizzata alla sindaca Chiara Frontini. Al centro della contestazione, una maxi multa rivolta alla prima cittadina e alla sua amministrazione, con la quale i giovani hanno voluto denunciare quella che considerano una gestione poco efficace della situazione.

Tre le contestazioni riportate sul verbale simbolico: «Multare le conseguenze del problema invece che la causa», «sanzionare ingiustamente gli studenti» e «fare finta di nulla davanti alle auto parcheggiate sui posti dei motorini, lucrare spietatamente su chi cerca di andare a lezione».

L’iniziativa è proseguita con la consegna della multa a Palazzo dei Priori. Secondo quanto riferito nel resoconto della protesta, nessun componente della giunta era presente al momento dell’arrivo della delegazione studentesca, che è stata successivamente ricevuta da Andrea Di Santo, portavoce della sindaca.

Gioventù Nazionale: «Servono alternative concrete»

Sulla vicenda è intervenuto anche il direttivo di Gioventù Nazionale Viterbo, che ha espresso sostegno alla mobilitazione e chiesto l’apertura di un confronto urgente con l’amministrazione.

«Bene l’iniziativa di questa mattina dei ragazzi di Azione Studentesca davanti al Comune di Viterbo, che hanno riportato l’attenzione su un problema concreto, vissuto quotidianamente da numerosi studenti e dalle loro famiglie: la difficoltà di raggiungere la propria scuola e trovare parcheggio», si legge nella nota.

Il movimento riconosce la necessità di far rispettare le regole della circolazione, ma sottolinea che il controllo del territorio dovrebbe essere accompagnato da misure capaci di rispondere alle esigenze reali degli studenti. «Far rispettare le regole è un dovere, ma creare le condizioni affinché possano essere rispettate è una responsabilità altrettanto importante dell’amministrazione», afferma il direttivo.

Particolare attenzione viene riservata ai ragazzi che arrivano dai comuni della provincia, per i quali l’utilizzo di un mezzo privato può rappresentare una necessità in assenza di collegamenti pubblici adeguati.

«Nessuno pretende di giustificare soste pericolose o comportamenti contrari alle regole. Il punto, però, è un altro: continuare a sanzionare senza affrontare le cause del problema non significa risolverlo», prosegue Gioventù Nazionale, che invita il Comune a valutare soluzioni alternative.

Parcheggi e trasporti, le proposte per superare l’impasse

Tra le richieste avanzate figurano una verifica degli spazi disponibili nelle vicinanze degli istituti scolastici, l’individuazione di aree di sosta per gli studenti pendolari e il miglioramento dei collegamenti con i comuni limitrofi.

Secondo il movimento, aumentare i controlli o introdurre ulteriori limitazioni senza offrire alternative rischia di aggravare le difficoltà delle famiglie. Da qui la richiesta di un incontro con i rappresentanti degli studenti, per individuare possibili interventi accompagnati da tempi e obiettivi definiti.

«Gli studenti non chiedono privilegi né deroghe alle regole, ma soluzioni a una difficoltà che affrontano ogni giorno», conclude la nota. L’auspicio è che la disponibilità al confronto riferita dai ragazzi possa tradursi in un dialogo concreto con la sindaca Frontini e in misure capaci di conciliare il rispetto delle norme con il diritto allo studio e le esigenze di mobilità.




Facebook Twitter Rss