


VITERBO – Una risposta decisa e capillare per garantire la sicurezza pubblica e l'incolumità dei cittadini. Nelle ultime settimane, la Questura di Viterbo ha sferrato un’importante offensiva preventiva, emettendo ben 24 misure di prevenzione nei confronti di soggetti considerati socialmente pericolosi.
L’operazione, frutto di un’accurata istruttoria condotta dalla Divisione Polizia Anticrimine in stretta collaborazione con l’Arma dei Carabinieri, ha passato al setaccio diverse tipologie di reati e condotte antisociali in tutta la provincia.
Tra i provvedimenti più significativi spicca un ammonimento per bullismo emesso nei confronti di un minore. Gli episodi, avvenuti all’interno di un istituto scolastico provinciale, comprendevano insulti e aggressioni fisiche ai danni di un coetaneo, avvenuti durante l’orario di lezione approfittando dell’assenza momentanea del docente.
Sul fronte del contrasto alla violenza di genere, sono stati siglati due ammonimenti per violenza domestica: il primo verso un uomo incapace di accettare la fine di una relazione, trasformatosi in persecutore dell’ex compagna, ed il secondo, su proposta dei Carabinieri di Corchiano, a carico di un soggetto responsabile di maltrattamenti reiterati verso la moglie, consumati tragicamente alla presenza di figli minori.
Il controllo del territorio si è tradotto in 12 divieti di ritorno (con durate dai 6 mesi ai 4 anni) e 10 avvisi orali. Tra i casi più rilevanti, quello di un quarantenne residente nel viterbese: l’uomo, già noto alla giustizia e protagonista di una tentata rapina a mano armata a Ronciglione, è stato colpito da un divieto di ritorno nel comune per due anni e dal contestuale Avviso Orale.
La mano del Questore ha raggiunto anche i campi di calcio. Un calciatore tesserato di una squadra di Pescia Romana, militante nel campionato di promozione, è stato colpito da un D.A.SPO sportivo. Durante il match casalingo contro l’Atletico Cimina Falisca, l’atleta aveva minacciato e oltraggiato ripetutamente l’arbitro, ignorando persino la presenza dei militari dell’Arma impegnati nel servizio d’ordine.
'Questi provvedimenti — spiegano dalla Questura — rappresentano un pilastro della strategia preventiva, mirando a neutralizzare le minacce prima che possano degenerare in reati più gravi, garantendo così una cornice di maggiore serenità a tutta la comunità della Tuscia.'