ANNO 16 n° 294
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Viterbo, con “AbitiAmo” la Caritas offre alloggi gratuiti agli universitari in cambio di solidarietà
Il progetto di co-housing, avviato nel 2018, mette a disposizione di 12 studenti un appartamento nel centro storico. Attività di volontariato e esperienza di accoglienza e vita comunitaria

VITERBO – Una casa in cui vivere durante gli studi universitari senza sostenere il costo dell’affitto, ma con la possibilità di mettere a disposizione il proprio tempo per gli altri. È questa l’idea alla base di “AbitiAmo”, il progetto di co-housing gratuito promosso dalla Caritas diocesana di Viterbo, rivolto agli studenti universitari che frequentano l’Università degli Studi della Tuscia e l’Istituto Progetto Uomo di Montefiascone.

Avviata nel 2018, l’iniziativa si propone di rispondere alle difficoltà abitative che interessano tanti giovani alle prese con il caro affitti, offrendo al tempo stesso un’esperienza di crescita personale, condivisione e solidarietà. Il principio che guida il progetto è racchiuso nel messaggio della Caritas: «Conta più il tempo dello spazio. Tu studente ci dai un po’ del tuo tempo, noi ti diamo il nostro spazio».

L’accoglienza, dunque, non si limita alla disponibilità di un alloggio gratuito, ma diventa un’occasione per sperimentare un modello di convivenza fondato sulla reciprocità. Gli studenti sono chiamati a partecipare ad attività e servizi della comunità, individuando insieme all’équipe di coordinamento le forme di volontariato compatibili con gli impegni universitari.

«La proposta offre soluzioni abitative per giovani studenti motivati, con il vantaggio di promuovere la crescita personale in un contesto di condivisione, di accoglienza e di servizio. Vivere insieme aiuta a sviluppare le competenze socio-relazionali, implementa i processi di una comunità solidale, attivando modelli di economia di scambio e di reciprocità», spiega Luca Zoncheddu, direttore della Caritas diocesana.

Un modello che guarda oltre Viterbo

L’esperienza di “AbitiAmo” ha suscitato interesse anche al di fuori del territorio viterbese. Agli uffici della Caritas arrivano frequentemente richieste di informazioni da altre diocesi italiane, interessate a conoscere un progetto che propone una risposta innovativa alle esigenze degli studenti. Anche Caritas Italiana segue e accompagna con attenzione l’iniziativa, mentre si valutano modalità per riproporla in altre città universitarie.

Il valore del progetto è anche educativo e sociale: accanto al sostegno concreto per il diritto allo studio, l’obiettivo è favorire la costruzione di legami, il senso di responsabilità e la partecipazione alla vita della comunità. Un’opportunità per integrare il percorso accademico con un’esperienza quotidiana di accoglienza e servizio.

L’appartamento può ospitare 12 studenti

L’alloggio, messo a disposizione dalla Diocesi di Viterbo e gestito dalla Cooperativa CaritàCoop, braccio operativo della Caritas diocesana, si trova nel centro storico ed è stato ristrutturato per rispondere alle esigenze della convivenza. La struttura dispone di camere singole e doppie con servizi privati, oltre a diversi spazi comuni: una camera per gli ospiti, una sala polivalente, un salotto, una cucina, una lavanderia e un salone multifunzionale.

La casa è destinata ad accogliere complessivamente 12 studenti, che dovranno sottoscrivere un regolamento con le norme di comportamento, le responsabilità individuali e le modalità di gestione degli spazi condivisi.

Chi può partecipare

Il progetto si rivolge a ragazze e ragazzi di età compresa tra i 18 e i 27 anni, in possesso della cittadinanza italiana o di uno Stato dell’Unione europea, oppure cittadini di Paesi extra Ue con regolare permesso di soggiorno.

Per accedere è necessario essere regolarmente iscritti a un corso di laurea dell’Università degli Studi della Tuscia o dell’Istituto Progetto Uomo di Montefiascone e non essere fuori corso. È inoltre richiesto di non avere procedimenti disciplinari a carico.

Con “AbitiAmo”, la Caritas diocesana di Viterbo rinnova così il proprio impegno a favore dei giovani, mettendo a disposizione non soltanto uno spazio in cui abitare, ma anche un contesto nel quale costruire relazioni, sviluppare competenze e sperimentare concretamente il valore della solidarietà.




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